Forlì, decolla la protesta contro l’aeroporto

Decollano nuovamente gli aerei dal “Luigi Ridolfi” e per le associazioni ambientaliste lo stesso fanno le emissioni inquinanti che rilasciano nel cielo sopra Forlì. Un assioma pericoloso, da contrastare o quanto meno da tenere costantemente sotto controllo, a detta delle 12 realtà riunite nel “Taaf” (il Tavolo delle associazioni ambientaliste) e per “Extinction Rebellion”, il movimento che ha portato anche i suoi esponenti faentini ad animare il presidio tenutosi ieri pomeriggio davanti allo scalo. In tutto 18 persone, striscioni e cartelli e se i numeri non decollano, il contenuto della protesta sì. L’aeroporto di Forlì? «Non serve, è una bomba di emissioni, è stato folle aprirlo in una città che ha già due inceneritori ed è all’80° posto tra le realtà europee con più morti da polveri sottili: è come fare una festa in discoteca in piena pandemia». Queste alcune etichette appiccicate sulla riapertura del “Ridolfi”, ma in generale usate per bollare gli aeroporti senza distinguo.

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