Forlì, dal 4 novembre il Milite ignoto è cittadino onorario

Sarà una Giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate diversa da tutte le altre quella che verrà celebrata giovedì 4 novembre. In piazzale della Vittoria, attorno al monumento ai Caduti, non si raduneranno solo le autorità civili e militari come ogni anno per la deposizione della corona d’alloro alla cappella votiva che contiene le spoglie del Milite ignoto, ma tutta la giunta municipale e tutti i consiglieri comunali forlivesi. A partire dalle 10, infatti, si svolgerà una seduta straordinaria e solenne del Consiglio per il conferimento della cittadinanza onoraria proprio al Milite ignoto.

Un’iniziativa promossa dall’Anci e fatta propria dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 100° anniversario della traslazione all’Altare della Patria della salma dello sconosciuto militare morto durante il primo conflitto mondiale. Un simbolo dei valori dell’unità nazionale, della pace e della Costituzione, che progressivamente in ogni comune italiano e romagnolo viene avvalorato dal conferimento della cittadinanza onoraria. Ad assegnarla è, appunto, l’assise municipale che a Forlì ha deciso di fare anche di più: i consiglieri devolveranno il proprio gettone di presenza al 66° Reggimento fanteria aeromobile Trieste di Forlì che, che assieme al Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, sta raccogliendo beni di prima necessità da distribuire tra la popolazione del Libano.

Il caso in consiglio

Un bel gesto che unisce, così come lo fa la motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria che sarà letta il 4 novembre dalla presidente del Consiglio, Alessandra Ascari Raccagni, ma ieri l’assise cittadina è riuscita a “dividersi sulla necessità di non dividersi”. Paradossale, ma vero. Il “caso”, sollevato da Forza Italia, riguarda chi dovrà prendere la parola durante la cerimonia: solo il sindaco e la presidente o anche un esponente per parte di maggioranza e opposizione? È quanto FI e Lega non vogliono «perché non ci si deve dividere» e al contempo ciò che centrosinistra e M5S vorrebbero «perché dobbiamo mostrarci uniti». Come se ne esce? Non se ne è usciti, ieri, durante una seduta finanche sospesa per cerca un’intesa e ripresa con il centrodestra che annuncia che non interverrà e il centrosinistra che non scioglie la riserva sul farlo, come da regolamento potrebbe, o meno.

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