Forlì, crescono i contagi e i ricoveri tornano a salire

Mentre con 19 positività registrate nelle ultime 24 ore il Forlivese resta in Romagna il territorio con la più bassa incidenza di persone contagiare dal Covid, l’aumento dei ricoveri ospedalieri dovuti all’infezione inizia a seguire il passo incrementale degli altri distretti dell’Ausl. Con una differenza non di poco conto: al momento l’unico reparto del “Morgagni-Pierantoni” che sta accogliendo pazienti positivi è quello di Malattie infettive che funge da riferimento per l’intera provincia e, nei suoi posti letto, sono degenti persone provenienti sia da Forlì sia da Cesena.

Rianimazione vuota

«In totale sono 9, più altre due ricoverate a Cesena e non abbiamo alcun paziente in terapia intensiva o in Pneumologia – spiega Elena Vetri della direzione sanitaria del presidio –. Quattro ricoverati a Vecchiazzano sono del Forlivese e cinque dell’ambito cesenate e le loro condizioni di salute non sono preoccupanti perché presentano tutti sintomatologia lieve e il ricovero è dovuto soprattutto alla compresenza o all’insorgenza di altre patologie. Si tratta, comunque di pazienti mediamente più giovani rispetto alle fasi precedenti della pandemia: a parte due soggetti anziani, tutti gli altri sono nati tra il 1960 e i primi anni ’80». Anche tra i nuovi positivi dell’ultima settimana di luglio la tendenza è la stessa: il 30% ha tra i 14 e i 24 anni, il 52% tra i 25 e i 64.

Quasi tutti non vaccinati

Clinicamente parlando sono situazioni sotto controllo, ma la crescita delle degenze c’è e la soglia di attenzione si è rialzata di pari passo: dai 10 ricoveri di metà giugno si è passati a uno solo per poi salire di nuovo a 12 e, ieri, 9. Sono praticamente tutti non vaccinati come spiega Elena Vetri. «Sette persone ora ricoverate a Forlì non avevano fatto ancora alcuna dose, le altre una sola e questo significa tanto. Vuole dire che vaccinarsi resta la nostra arma per impedire che il virus circoli e prenda forza; che rischia una malattia più seria chi non si è immunizzato; che in assenza di vaccino i sintomi e le conseguenze sviluppate dal contagio sarebbero più importanti. Quindi, anche se l’ambito di Forlì è sopra la media romagnola per vaccinazioni in tutte le fasce d’età, per tenere la situazione sotto controllo chi non l’ha ancora fatto corra per favore a vaccinarsi».

Focolaio in ospedale

La settimana scorsa si è sviluppato un piccolo focolaio in un reparto, «subito circoscritto e ora del tutto sotto controllo», che ha coinvolto un operatore sanitario, ma l’ospedale è in allerta per altro. Lo è per la situazione generale ed è pronto a rimodularsi se dovesse tornare in emergenza. «Siamo come un nastro che può riavvolgersi anche se speriamo di no – ammette Vetri -. Non possiamo fare previsioni, ma siamo pronti ad ogni evenienza adattandoci per venire incontro al bisogno. L’allerta dal marzo 2020 è costante, monitoriamo la situazione ogni istante e semmai riattiveremo Pneumologia, che per ora è “Covid free” e altri reparti».

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