Forlì. Costi triplicati, impianti e ristoranti aumentano i prezzi

Tra i più colpiti dal caro energie ci sono gli impianti sportivi: enormi distese di metri cubi da riscaldare e illuminare, che oggi richiedono una spesa di decine di migliaia di euro. Ma nemmeno per i ristoranti e le pizzerie sono rose e fiori. Gli aumenti legati al gas e all’energia elettrica piombano infatti addosso a imprenditori che «sono reduci del Covid», ricorda Andrea Calmanti, titolare del ristorante La sosta, che si sono «inventati di tutto per sopravvivere a mesi di chiusura a e clienti sempre più scarsi per la paura di contagiarsi».

Ma è dall’innata capacità dei numeri di descrivere la realtà che si coglie l’ampiezza della portata degli aumenti. Matteo Leucci, presidente della polisportiva Buscherini, che conta campi da tennis, paddle, calcio, calcetto, beach tennis, teqball, beach volley, softball, oltre alle sale attrezzi e una pista per le macchinine, racconta di essersi visto recapitare bollette che tra luce e gas sono arrivate a superare i 30mila euro.

«A dicembre dell’anno scorso, quindi per lo stesso periodo, l’importo complessivo era di circa 13mila euro. Sono quasi triplicate», dice, ancora esterrefatto, l’amministratore dell’impianto sportivo di proprietà del Comune di Forlì. «Ero preparato a un aumento, ma non di questa entità».

Trentamila euro, in effetti, pesano ampiamente sul bilancio dell’attività, tanto che Leucci spiega di essersi adoperato per chiedere dilazioni dei pagamenti alle società fornitrici di energia, ma di non essersi potuto esimere anche dall’innalzare i costi all’utenza. «Sto parlando di uno o due euro – precisa l’amministratore – che quindi non vanno a impattare sul singolo utente, ma che estese su grandi numeri permettono di recuperare almeno alcuni dei costi. Certo, non di coprirli». Il punto della questione, secondo Leucci, è infatti che un’azienda ha necessità anche di sostenersi, cioè deve essere in grado di «fare progetti lungimitranti, per non andare a intaccare un servizio di qualità all’utenza, e poi di essere capace di fare investimenti e di sostenersi per migliorare la struttura». Dunque, “coprire i buchi” non è sufficiente. Del resto, Leucci spiega di essere pronto a confrontarsi con il Comune per individuare gli strumenti utili a capire «come abbattere la dispersione energetica, magari mettendo pannelli fotovoltaici o luci a led».

Non ci si arrende quindi, nonostante la sorpresa “astronomica” della bolletta.

Tanta amarezza arriva però anche dal settore della ristorazione, dove Calmanti spiega di avere a che fare «ogni giorno con aumenti di ogni tipo» e che è una situazione «umiliante, che costringe tutti ad aumentare i prezzi», dopo tutto quello che si è patito per la pandemia e un gennaio decisamente sottotono. Il pensiero di Calmanti, però, va anche ai dipendenti. «Io ho sempre avuto un occhio di riguardo, sono riuscito a non mettere nessuno in cassa integrazione con il Covid. E sapere che il tuo cameriere deve posticipare la patente al figlio perché non ha i soldi per pagare l’esame, fa veramente male al cuore».

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