Forlì, Coronavirus: un solo contagio ma ci sono tre morti

FORLI’. Speranza e dolore. È la doppia faccia di questa epidemia che anche nel forlivese paga un pesante tributo di vite. Altre tre quelle che il virus si è preso ieri: si tratta di un 72enne e una 85enne forlivesi morti all’ospedale Morgagni-Pierantoni e di un 69enne, Carmelo Calò, residente a Forlì, deceduto al Bufalini di Cesena dove era ricoverato. Il conto delle vittime nel comprensorio è pesante: 85 da quando il virus ha fatto la sua comparsa.

Il lato che conforta invece arriva dal fronte dei contagi. Solo una persona positiva in più, una infermiera della casa di riposo Drudi di Meldola, che porta il totale dei casi registrati dall’inizio della pandemia a 872 (domenica erano 871). Un dato che incoraggia. Perché un aumento così ridotto non era mai accaduto dallo scorso 14 marzo, da quando si è iniziato a registrare in maniera analitica i dati dei contagi. Il numero maggiore di questi è ovviamente a Forlì con 526 positivi al Covid-19.

«È la prima giornata in cui non è stata fatta alcuna indagine epidemiologica per risalire ai contatti stretti o diretti della persona risultata positiva», ha precisato ieri Roberto Bandini, dirigente dell’Igiene pubblica dell’Ausl.

Si tratta di una crescita minima che sembra distante anni luce dal dato riscontrato nel week end pasquale, appena due settimane fa, quando in due giorni i nuovi contagi furono ben 72. È un segnale che fa sperare, tenendo conto che negli ultimi giorni il trend è stato in calo pressoché costante. Attualmente a Forlì il totale dei positivi è pari a 282 (49 ricoverati con sintomi, 4 in terapia intensivi, 230 isolamento domiciliare e 193 guariti). L’altro comune con un numero sensibile di contagiati è Meldola con 52 (sette ricoverati, 45 in isolamento e 22 guariti). I morti, come detto, sono 85. Tra questi anche Giovanni Farabegoli, scomparso sabato scorso a 71 anni. La Coop Casa del lavoratore di Bussecchio, di cui era consigliere di amministrazione, ieri lo ha ricordato con commozione. «Era un vero e proprio pilastro. Una di quelle figure, ormai rare, sulle quali si reggono le realtà delle case del popolo. “Bègul” per gli amici. La tombola, il gruppo sportivo delle bici, l’attività del biliardo l’incontro con i frequentatori all’interno del circolo di Bussecchio non potranno più contare sull’apporto di Giovanni Farabegoli, sulla sua umanità fatta non tanto di parola quanto di esempio. Una bizzarra coincidenza ha voluto che la sua esistenza terminasse il 25 aprile 2020 come se, comunque, niente e nessuno abbia potuto negargli di aggregarsi a tutti coloro che hanno dovuto lottare, a spese della vita, a favore di quei valori per cui Farabegoli ha sempre lavorato: la giustizia e la libertà».

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