FORLI’. Maxi sequestro di 50mila alla Corofar-Salute, la cooperativa che raggruppa e rifornisce circa 400 tra farmacie e parafarmacie di Emilia-Romagna, Toscana, Marche. In azione è entrata la Guardia di Finanza. «Un banale problema burocratico – chiarisce subito il presidente di Corofar-Salute, Pier Luigi Zuccari – causato dall’importatore delle mascherine, che sono prodotti di qualità, che funzionano benissimo: in pratica chi ha fatto arrivare le mascherine dalla Cina ha inviato l’autocertificazione di qualità invece che ad ente, ad un altro (Inail e Istituto superiore di sanità, ndr) e quindi da qui nasce il problema del quale noi non potevamo assolutamente essere a conoscenza. Abbiamo acquistato le mascherine da Federfarmaco che rifornisce 12mila farmacia in tutta Italia. Noi abbiamo chiesto tutta la documentazione necessaria per garantire la procedura di costruzione delle mascherine».


Lo sfogo
Una grave perdita economica dovuta a un errore burocratico. «Purtroppo abbiamo visto – riprende Zuccari – che con il decreto “Cura Italia” è stata data autorizzazione alla realizzazione di mascherine che sicuramente sono meno efficaci di quelle comprate e distribuite da Corofar, se non addirittura pericolose in alcuni casi. In questo caso devo dire che la burocrazia ha ucciso un’attività. Abbiamo organizzato viaggi dalla Cina con pacchi al posto dei passeggeri. Sicuramente con queste operazioni, delle quali noi non potevamo sapere, sia noi come Corofar, ma anche molti farmacisti si guarderanno bene da mettere in vendita mascherine con il rischio di trovarsi con un procedimento penale per aver messo in commercio materiale contraffatto. Ripeto le mascherine che abbiamo acquistato sono le più sicure e a norma. Questo sequestro è stato dovuto solo a un problema burocratico».

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