Forlì, Coronavirus: “Noi e i nostri cinque figli positivi al Covid”

FORLI’. Un’intera famiglia aggredita dal coronavirus. Padre, madre e 5 figli positivi al Covid-19, anche se i genitori e i due ragazzi più grandi hanno già superato la prova dei due tamponi negativi che certificano la guarigione. I tre piccoli, invece, risultano ancora positivi e aspettano il risultato del tampone al quale sono stati sottoposti lunedì. Per fortuna sintomi non gravi, ma oltre un mese di grandi disagi per Anatolie Bodrug, 35 anni, la moglie Tatiana, 40 anni, e i figli Stelian, 18 anni, Iuliana, 15enne, Cesare, di 7 anni, Davide di 3 anni ed Emanuele, 1 anno.


Il contagio
«Mia moglie lavora in una casa di riposo – racconta Anatolie – e il 27 marzo le hanno fatto il tampone e il 28 comunicato la positività al coronavirus. Da lei si è trasmesso a tutta la famiglia. Abbiamo avuto poca febbre, dolore ai muscoli, un fastidio al torace». «Quando ho saputo che l’anziano che curavo– ricorda Tatiana – era andato al pronto soccorso, mi sono subito preoccupata. Nei giorni successivi avevo problemi alla spalla, alla schiena, muscolari. Sono stata a casa dopo aver consultato il mio medico».
L’organizzazione
Con l’intera famiglia che è stata malata, non è stato un periodo semplice per la vita domestica. «Eravamo preoccupati anche per i più piccoli – riprende Anatolie –. Il medico ci ha detto di non prendere nulla, a meno che la febbre non si alzasse. Per qualche giorno abbiamo perso il gusto quando mangiavamo le cose, ci stancavamo presto. In questo periodo sono venuti a casa nostra dei volontari, che ci portavano 1 o 2 volte alla settimana quello di cui avevamo bisogno. Persone che non conoscevamo, ma che hanno dimostrato un cuore grande, non ce lo aspettavamo. Li ringraziamo tutti, non ci hanno mai fatto restare senza quello di cui avevamo bisogno».


Verso la guarigione
Per fortuna padre, madre e i figli più grandi hanno già superato la prova dei due tamponi negativi e hanno potuto tornare ad uscire, ovviamente seguendo tutte le precauzioni del caso. «Per adesso non sono tornato al lavoro – dice il capofamiglia – dall’azienda per cui lavoro non mi hanno ancora chiamato, siamo in cassa integrazione. Mia moglie, invece, è in malattia fino a giovedì, poi riprenderà il suo posto». «Mi piace il mio lavoro – conferma Tatiana –. Quando finisco il turno torno subito dalla mia famiglia, ma se potessi farei volontariato perché mi piace accudire le persone anziane e bisognose. Sono un po’ come i bambini piccoli, devono essere seguiti».

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