FORLI’. Nel comprensorio forlivese il Covid-19 non è sparito, nella giornata di ieri si sono registrati due nuovi casi positivi (oltre a due guarigioni), ma ormai le persone ancora alle prese con l’infezione si conterebbero sulle dita di una mano se non ci fossero i “contagi di ritorno”. Non parliamo di ricadute, che pure si sono verificate nelle scorse settimane, ma di persone arrivate o rientrate dall’estero e colpite dal Coronavirus. A tutt’oggi sonno la stragrande maggioranza dei cosiddetti “casi attivi”. Addirittura più del doppio di quelli la cui genesi è tutta interna al nostro territorio.


Oltre confine
La “scoperta” arriva direttamente dalle parole del direttore dell’Igiene e Sanità Pubblica forlivese dell’Ausl, Roberto Bandini, che ieri è intervenuto alla discussione sulla situazione e sulle prospettive delle residenze sanitarie assistenziali cittadine, svoltasi in 3ª commissione consiliare comunale. «Nell’ambito del distretto forlivese – ha dichiarato – da inizio pandemia ci sono stati 967 casi con 114 decessi e 836 guarigioni, ma attualmente persistono 17 persone ancora alle prese con la malattia. Se da queste togliessimo tutte quelle la cui positività va riferita a un rapporto con l’estero, a un rientro od arrivo da altre nazioni, avremmo solamente 5 malati di Covid-19». Come una medaglia, una sua faccia rincuora e l’altra preoccupa. «Siamo all’erta e preoccupati: se tra fine mese ed agosto non tenessimo questi dati ai livelli più bassi possibile, a settembre ci troveremmo di nuovo il problema in casa».
Il fronte anziani
Massima attenzione, quindi, a chi parte e chi rientra e altrettanta nelle strutture per anziani dove «le visite dei parenti rappresentano tuttora un aspetto critico e vanno autorizzate e poi svolte in effettiva sicurezza». Parole, quelle di Bandini, che arrivano in una giornata che segna la fine del lungo “incubo” della casa di riposo “Pietro Zangheri”, ma accende, si spera solo momentaneamente, una spia d’allarme in altre strutture cittadine.
«L’ultimo paziente della “Zangheri” è guarito, al momento nelle strutture per anziani di tutto il territorio non c’è più un solo ospite contagiato, gli ultimi due sono ora ricoverati in ospedale – ha annunciato il direttore del Distretto socio-sanitario, Stefano Boni -. Di questi, però, uno è emerso ieri e fa riferimento a un’altra Cra cittadina la cui situazione ora va attentamente monitorata». Si tratta di un ospite di “Casa Mia” in via Curiel e subito chi vi è alloggiato e chi vi lavora, è stato sottoposto a tampone di controllo. Ben 150, i cui referti saranno disponibili entro questa mattina. Dita incrociate, ovviamente, visto che dei 967 casi positivi complessivi, ben 300 erano persone ospitate nelle case di riposo del Forlivese.
Nel solo capoluogo, che ha avuto 578 contagiati e 68 morti, il conto arriva a 150. «I casi, anche mortali, si sono verificati in tutte le 4 realtà di Forlì – ha spiegato Bandini -. Alla “Zangheri” abbiamo registrato 108 ospiti e 35 tra lavoratori diretti e indiretti, colpiti dal Covid-19: i morti sono stati 19. Anche alla “Orsi-Mangelli”, però, abbiamo avuto un positivo, purtroppo poi deceduto. Alla Residenza “Al Parco” altri due casi e una vittima e a “Casa Mia” due ospiti contagiati, compreso l’ultimo, e un decesso». Per questo la sorveglianza dell’Ausl sulle strutture prosegue all’insegna delle parole d’ordine di Stefano Boni: «Prudenza e reattività. A marzo eravamo tutti impreparati, ora non più e se dovesse tornare l’emergenza dovremo dimostrarci pronti subito».
Anche la commissione consiliare si aggiornerà a settembre, con un’audizione proprio delle 4 residenze assistenziali cittadine.

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