Forlì. Confcommercio contro le quote rosa: “Mortificano l’intelligenza delle donne”

Il direttore della Confcommercio di Forlì Alberto Zattini, attraverso una lunga nota, si schiera contro le quote rosa. “Le donne risorsa preziosa e insostituibile per il terziario ma non mortifichiamo le loro capacità con le quote rosa”, è infatti il titolo della nota firmata da Zattini. “Le donne una risorsa unica ed insostituibile per i nostri settori. Donne che rappresentano la spina dorsale di diversi settori della nostra economia ed in modo particolare per il  terziario. Stando ai dati del nostro Ufficio Studi, su 100 donne che lavorano alle dipendenze a tempo indeterminato 75 sono occupate in questo settore, così vitale da essere palestra per l’autoimprenditorialità (gli esempi nel nostro territorio si sprecano). Il terziario è donna perché su 100 occupati dipendenti nei servizi, 50 sono donne, mentre su 100 nell’industria e nelle banche sono appena 27”, argomenta il direttore.

“Le ottime relazioni sindacali che caratterizzano il rapporto tra le  Organizzazioni Sindacali e Confcommercio, hanno consentito la sottoscrizione di performanti contratti collettivi di lavoro (Commercio e Turismo solo per citare i più importanti),  che consentono adeguate  opportunità, specialmente per le donne, di conciliazione tra il lavoro e la famiglia.  Al tempo stesso il sistema negoziato  del welfare esistente  cerca di  sostenere il potere di acquisto dei lavoratori, specialmente attraverso le risorse messe in campo dall’Ente bilaterale territoriale del Commercio (Ebiter Forlì). E certamente i nostri settori, quelli del commercio, turismo e servizi molte volte garantiscono, più di  altri settori, un adeguato riconoscimento del  merito e dell’intelligenza: questa è parità di genere, un obbiettivo sempre al centro anche delle relazioni sindacali”.

 Parità – è la tesi di Zattini – che non può essere uno slogan. “Sono tante, ad esempio, le imprenditrici donne che, interrogate sul tema della parità di genere, riconoscono il fatto che pur esistendo ancora   un importante gap nei confronti degli uomini, in  maniera precisa e determinata ritengono una assurdità “le quote rosa”. Nel mondo del lavoro sempre più donne pretendono un loro riconoscimento, specialmente in certi ruoli,  che passi attraverso criteri meritocratici e non attraverso un algoritmo o un calcolo numerico: le donne vogliono veder premiato il  merito”. Un tema certamente  spinoso, quello della parità di genere all’interno dei luoghi di lavoro. Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, sceglie di prenderlo di petto. “La quota rosa mortifica l’intelligenza della persona e premia a volte, invece, chi è vicino ai poteri forti. La nostra associazione  crede nelle quote legate all’intelligenza e al merito delle donne”. Sono anni che Confcommercio  sta incentivando,  “la cultura della parità di genere, che deve garantire pari opportunità e pari dignità. Non solo. I quotidiani fatti di cronaca ci portano a pensare, per quanto ci riguarda, che dobbiamo dare rilevanza  alle cose concrete. Faccio riferimento alle tante situazioni nelle quali nei confronti delle donne viene a mancare una cosa imprescindibile: il rispetto.  Fanno inorridire gli episodi che quotidianamente vedono come vittime le donne e soprattutto preoccupano :sono in aumento e sono sempre più cruenti e drammatici. Il rispetto  deve nascere e deve essere coltivato proprio nel quotidiano, sia nella sfera famigliare (difficilmente controllabile) come pure  nella sfera lavorativa, dove le regole esistono ed aiutano. Con orgoglio prendiamo ad esempio  la nostra Organizzazione, un’azienda composta al 90% da donne che, possiamo affermare,   rappresentano un imprescindibile punto di forza. A quello che ci è dato sapere, nei luoghi di lavoro dei nostri settori le donne vivono tranquillamente, talvolta con ironia e leggerezza il rapporto con l’altro sesso. Il terziario di mercato è il settore  nel quale maggiormente vengono riconosciute e valorizzate  le capacità delle persone, a prescindere dal genere ed è facile capirne le motivazioni. Per queste imprese la vera risorsa, il vero patrimonio da difendere e tutelare, è rappresentato dalle risorse umane.” Oggi, prosegue il direttore dell’associazione di categoria, “più che parlare di difesa delle donne, dobbiamo fare tutti in modo che non si presentino  situazioni pericolose dalle quali queste ultime debbano difendersi”.   Zattini è consapevole che “la cultura dei maltrattamenti e delle violenze” permei la nostra società e  che sia ipocrita fare finta di niente quando queste situazioni ci toccano da vicino. “Dipende molto anche come si reagisce di fronte a queste cose: anche nella nostra associazione , ormai trent’anni fa, abbiamo scoperto situazioni di vessazioni nei confronti di alcune colleghe e il gruppo dirigente decise l’immediato  allontanamento del soggetto coinvolto. Questo è un esempio di come concretamente si difendono le  donne, le colonne portanti delle nostre famiglie e delle nostre imprese . Purtroppo invece molto spesso gli “orchi” si nascondono nei posti più impensati, magari proprio tra quelli che si ergono a paladini delle donne”. 

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