Forlì, Comune pensa di aprire musei e biblioteche a feste e matrimoni

FORLI’. «Musei e biblioteche devono essere luoghi aperti della città dove poter ospitare, a pagamento, anche convegni aziendali, matrimoni e feste di compleanno. Spazi in grado di fornire servizi e svago: vendita di libri e cataloghi, bar e ristoranti, con aperture anche pomeridiane e serali per renderli accessibili al massimo. E da adesso in poi, con tanto di logo, Forlì sarà città universitaria, d’arte e cultura». Una sorta di piccola rivoluzione – «ma necessaria» – quella che propone Valerio Melandri, assessore a cultura e Università nella giunta Zattini, che ha accettato di slancio la scommessa lanciata dalla nuova Amministrazione. «Ci ho messo un mese a decidere dopo che l’allora candidato sindaco era venuto da me dicendomi che era necessario concludere l’opera iniziata da mio padre (il senatore Leonardo Melandri “padre” del polo universitario decentrato ndr) sull’Università, e l’arrivo ormai quasi certo della Facoltà di Medicina da Bologna segna la fine di un percorso iniziato proprio da lui, e portare avanti un respiro culturale diverso. Ho proposto anche altri nomi ma alla fine ho accettato assumendomi quello che ritengo un impegno civico perché voglio bene alla mia città».

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