Forlì. Chirurgo in pensione dopo 40 anni: “Ora vado in Africa a fare il volontario”

Dopo 40 anni di attività, in prima linea in sala operatoria, Alberto Zaccaroni, direttore della Unità operativa di chirurgia endocrina dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì va in pensione ma il suo è tutt’altro che un addio alla professione.
Se, infatti, alle 15 di domani concluderà formalmente l’ultimo turno nel nosocomio forlivese, alle 23 volerà in Tanzania per mettere testa e mani al servizio di chi ha più bisogno.
«Dato che nella vita ho avuto tanto, perché ho fatto il lavoro che mi piaceva e con soddisfazione – afferma – credo che sia giusto dare qualcosa anche agli altri. È quindi giunto il mio momento di andare verso l’Africa. Non ci starò stabilmente ma cercherò di fare qualcosa per gli altri. Vado a Morogoro, dove c’è uno dei due ospedali gestiti dalle suore, in cui vorremmo costruire un altro pezzo di struttura dotata di sala operatoria. L’altro ospedale è a Mikumi, località poco distante, in cui stiamo cercando di realizzare una sala operatoria».
Non è la prima esperienza in Africa per il medico forlivese. Da oltre 12 anni, infatti, Zaccaroni vola spesso in questo continente, in Eritrea come in Tanzania, per formare chi, quotidianamente può prendersi cura della popolazione. «Ho conosciuto queste suore perché hanno un orfanotrofio con un sacco di bambini – spiega –. In passato ho operato questi bimbi: hanno molto ernie ombelicali perché chiudono male il cordone ombelicale quando nascono». Zaccaroni insegnerà, in particolare, alle religiose come intubare i pazienti. «La parte chirurgica è tutta da impostare – spiega -. Le suore sono davvero molto brave, stanno facendo un grande lavoro e seguono un sacco di pazienti. Chirurgicamente, però, non riescono a fare l’anestesia generale, dunque saranno formate per intubare il malato. In seguito, potremmo partire e fare un programma chirurgico un po’ più avanzato».
Un progetto che, se realizzato, permetterà di intervenire in maniera più efficiente con la chirurgia. In prevalenza si tratta di operazioni quali cesarei, appendici, piccola traumatologia o interventi alla prostata. Inoltre, nella regione di Mikumi, è stata riscontrata un’alta percentuale di persone con malfunzionamento della tiroide e sul posto non esiste un centro in grado di trattare chirurgicamente tali patologie. «La zona – spiega Zaccaroni – è molto interessata da persone con gozzi molto grandi che danno difficoltà respiratoria. Per questo, vorrei insegnare alle suore la chirurgia tiroidea. In più, dato che non ci sono laboratori, mi piacerebbe crearne uno almeno per gli ormoni tiroidei».
Non un addio, dunque, ma un arrivederci: «Starò via due settimane – racconta -, rientrerò l’8 febbraio e ancora non so se, in seguito, continuerò a fare qualcosa anche qui a Forlì».

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