Forlì-Cesena, imprese culturali in difficoltà

Secondo il recente report “Io sono cultura”, il rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere italiana, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria, la cultura e la creatività continuano a rivestire un ruolo molto importante nell’economia, sia nazionale, sia territoriale, con un notevole apporto in termini, sia di valore aggiunto, sia di occupazione. Cultura e creatività sono, inoltre, fattori strategici capaci di facilitare la ripresa economica e sociale italiana, agendo come attivatori della crescita di altri settori. Primi fra tutti, il turismo e la manifattura creative-driven. Ossia, quella manifattura – come si legge nel Rapporto – che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo. Nel 2020 in provincia di Forlì-Cesena le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 1.876 unità: il 48,5% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 38,6% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,8% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

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