Forlì, “Casa mia” pronta ad accogliere i malati di Alzheimer

La casa di riposo “Casa Mia”, che oggi conta poco più di 80 residenti, ha in serbo nuovi investimenti e nella primavera del prossimo anno dedicherà un’ala della struttura a ospiti affetti da alzheimer o colpiti da demenza senile. L’approccio, però, sarà del tutto innovativo.

«Abbiamo in serbo altri interventi, tra cui proprio questo progetto che riguarda gli anziani colpiti da malattie degenerative – afferma il direttore della struttura, Fabian Ivan Nikolaus -. In primavera vedrà la luce questo nuovo spazio di 70 metri quadrati. L’intento è quello di creare un luogo in cui gli ospiti si sentano a casa e mettere in pratica un approccio all’avanguardia nella cura di queste persone».

«Da sempre vogliamo metterci a disposizione della cittadinanza con l’obiettivo di fare del bene – fa eco il presidente dell’unione delle chiese avventiste, Stefano Paris –. Oggi non è semplice ma in questi due anni ce l’abbiamo fatta grazie agli operatori (circa una settantina) che hanno instaurato relazioni con i nostri nonni o genitori, facendoli sentire meno soli. Se siamo qui è anche grazie alle istituzioni, speriamo che questo dialogo tra Regione e Comune possa continuare». La realtà forlivese Casa Mia, l’unica casa di riposo in Italia voluta dalla Chiesa Avventista del settimo giorno, esiste dal 1983 ed è stata realizzata grazie alle donazioni all’8 per 1000 che in tutti questi anni sono stati oltre 4 milioni di euro (solo nel 2020 più di 1 milione di euro). Un’occasione per presentare al presidente della Regione, Stefano Bonaccini il progetto, e la struttura. L’ultima volta a fare visita alla casa di riposo forlivese fu il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfari nel 1999.

«Questo è un tassello del sistema di welfare regionale composta da tante facce diverse – dice il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini -. C’è bisogno di queste esperienze e di aumentare la qualità, oltre che la quantità, dei servizi. Voi state pensando di aumentare gli investimenti e anche i posti, spero che l’Europa nel prossimo periodo combatta il drastico calo delle nascite e allo stesso tempo si incrementino i servizi per gli anziani. L’Emilia Romagna è una delle realtà in cui l’aspettativa di vita si è allungata e i nuclei familiari sono meno numerosi. La popolazione, quindi, è più anziana e se non ci sono apposite realtà si rischia che queste famiglie siano sopraffatte dalla disperazione». A Bonaccini è stata regalata una targa e alcuni libri donati da una residente della struttura. Presenti anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e gli assessori Rosaria Tassinari e Giuseppe Petetta.

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