Forlì. Calano gli aborti, l’80% delle donne opta per la RU486

La distribuzione sperimentale nei consultori della pillola abortiva Ru486, da non confondersi con la “pillola del giorno dopo”, lanciata dalla Regione non riguarderà Forlì. Almeno in questa prima fase, in Romagna saranno interessate solo Ravenna e Cattolica. Il farmaco, dunque, rimarrà per il momento appannaggio delle strutture sanitarie. Da assumere entro il 49° giorno di gestazione, si consolida come la scelta prediletta dalla maggior parte delle donne che scelgono di abortire. A Forlì, chi ha optato per la RU486 sfiora l’80% .

Se da una parte, dunque, si afferma la netta prevalenza del farmaco rispetto all’intervento chirurgico, dall’altra anche a livello locale si assiste ad un crollo del ricorso all’aborto, a conferma del trend regionale secondo il quale siamo passati da 12 mila casi nel 2004 ai 6 mila del 2020. «I dati relativi al ricorso delle interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg)– afferma Giovanna Rita Indorato, direttore della sede forlivese dell’unità operativa salute donna infanzia dell’Ausl Romagna – negli ultimi 3 anni stanno registrando a Forlì un trend in calo, in linea con i dati regionali che vedono una diminuzione del 52% di ricorso ad Ivg rispetto al 2004. In città, circa il 77% delle donne richiedenti Ivg riesce ad eseguire la farmacologica nei termini temporali previsti dalla metodica, contro il 39% del 2019. La libertà di scelta della donna, che è stata sempre privilegiata nella nostra Regione, permette alla stessa di poter scegliere tra la modalità farmacologica o chirurgica, rispetto alle condizioni cliniche, all’epoca di gestazione, opportunamente indirizzata e sostenuta dal medico e dall’equipe.

(L’articolo completo sul Corriere Romagna oggi in edicola)

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