Si apre il Buon vivere della resilienza. Dal 25 al 29 novembre torna il “Festival del buon vivere”, in un’edizione online, confinata alle mura domestiche ma non per questo meno ricca di riflessioni, di nomi, di idee per osservare il presente e prepararci ai giorni che verranno. E che torneranno.

Home edition

«Questa è una home edition. Mi piace dire che facciamo cultura da asporto – spiega in conferenza stampa rigorosamente online Monica Fantini, l’ideatrice della manifestazione –. E non potevamo fermarci perché la cultura non si può e non si deve fermare. Così eccoci qui a dare un chiaro segnale di resilienza, in cui abbiamo l’opportunità di allargare la platea, di far partecipare e coinvolgere chi non sarebbe riuscito a farlo in presenza».

Femminile plurale

La centralità di questa edizione, interamente fruibile online ma anche in tv sul digitale terrestre di Radio Studio Delta, è rivestita dal concetto di “femminile plurale” così come anche dalla tematica dell’equità, «insieme a condivisione, responsabilità, innovazione, sostenibilità e relazione – spiega Fantini – che sono termini al femminile per costruire un tempo giusto e plurale in cui manifestarli».

Tra i nomi di punta che saranno ospitati all’interno del festival c’è quello della regista statunitense Julie Taymor, conosciuta principalmente per il film “Frida” (che ha ricevuto sia nomination che Premio Oscar), una donna quindi che racconta un’altra donna.

Donne nelle imprese

«Avevamo pensato alla centralità di questo femminile plurale prima ancora dello scoppio della pandemia e alla luce di quello che sta succedendo è importante soffermarsi sul ruolo rilevante che ha assunto la donna in questo momento storico. A lei è affidata la cura a livello sociale e non penso solo alle dottoresse o alle infermiere – continua Fantini – ma anche al ruolo delle donne nelle imprese, alle maestre».

C’è da ricordare anche il ruolo delle madri e l’occasione è data dall’incontro che avrà come protagonista la giornalista romana Federica Angeli che presenterà il suo libro “Il gioco di Lollo”, la storia di una madre, una giornalista appunto, che insegna ai propri figli che, uniti, anche i mostri peggiori si possono sconfiggere.

In apertura, il 25 novembre la programmazione del festival sarà dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e l’avvocata Cathy La Torre parlerà del suo recentissimo libro “Nessuna causa è persa”, un intreccio di storie che parlano di diritti negati. Sarà anche la volta di “BV = Basta violenza” in cui la scrittrice Chiara Tagliaferri dialogherà con La Torre e con Maria Giorgini (segretaria generale della Camera del Lavoro di Forlì) e Giulia Civelli (Centro Donna del Comune di Forlì) sui temi della violenza di genere.

Di rilievo anche la giornata dedicata al tema “Cultura femminile plurale”. Monica Fantini dialogherà con Serena Dandini del suo ultimo, recentissimo libro “La vasca del Führer”, nel quale l’autrice si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità più straordinarie della fotografia del Novecento.

Nella stessa giornata si svolgerà l’incontro “Donne, ricerca scientifica e società” una riflessione su temi dell’ambiente e della crisi climatica e sul rapporto tra pensiero di genere e biologia darwiniana classica e contemporanea.

Donne e fotografia

Atteso l’incontro “Essere umane. Donne, fotografia e cultura”, legato alla mostra omonima e rimandata al prossimo anno: Fabio Lazzari dialogherà con la grande artista Letizia Battaglia, con Dandini e con Walter Guadagnini (direttore di Camera e curatore della mostra “Essere umane”). Nella stessa giornata saranno protagoniste la giornalista Marianna Aprile, la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti e la fotografa forlivese Silvia Camporesi.

La giornata conclusiva sarà dedicata al tema “Un’idea di futuro”: Sabika Shah Povia dialogherà con Elly Schlein di Italia, Europa e di futuro dal punto di vista di chi sta cercando di farne “luoghi” più equi.

Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi, partner promotore e sostenitore del “Buon vivere” intervenendo in conferenza stampa ha ricordato che «l’edizione domestica più che un limite è un’occasione, quella di riuscire comunque a fare con quello che si può fare; la cultura è sempre arricchente e saltare un’edizione non avrebbe rispecchiato lo spirito del festival». Pinza ha ricordato anche come questa manifestazione nata 11 anni fa abbia avuto la capacità di far apprezzare la Romagna, storicamente nota per altri motivi, come “terra del buon vivere”, di farla emerge come realtà culturale virtuosa, aspetto ormai percepito anche al di fuori dei confini di territorio.

Info: terradelbuonvivere.it/festival

Argomenti:

buon vivere

festival

Forlì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *