Forlì, barista e green pass: “clienti esasperati”

«Scusi, mi può mostrare il green pass»? Questa è la domanda che oggi, in epoca di contenimento della pandemia, i clienti, sia per un caffè al volo al bancone o per sedersi al tavolino, si sentono rivolgere almeno una volta al giorno. Nulla di nuovo da quando è entrato in vigore il nuovo decreto. Ma mentre il Governo si prepara ad allungare la lista delle attività in cui dal 1 febbraio è necessario esibire la certificazione verde, gli effetti sortiti sono stati molteplici. Lo sa molto bene Davide Casadei, titolare del locale “Il cordiale generi di conforto” che, ironicamente, via social in questi giorni ha pubblicato un video in cui racconta alcune delle reazioni che i propri clienti hanno avuto una volta chiesto loro di controllare il green pass.

«Ne ho sentite talmente tante, dopo tutti questi mesi, che ci scherzo su – racconta il proprietario dell’attività –. L’ultima in ordine di tempo? Proprio l’altro giorno due clienti si sono fermati per un caffè, ho chiesto loro di poter controllare la certificazione verde. Risultato? Mi hanno detto che sono schiavo del sistema, che non abbiamo capito nulla e che ho perso due clienti. Alla romagnola, ne ho una piena. Anzi, con le più disparate reazioni a cui ho assistito potrei scrivere un libro».


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