Forlì. Bagarre su Melandri, il centrodestra: “Per ora con Zattini”

«Il sindaco Gian Luca Zattini, durante il consiglio comunale, ci ha detto per la prima volta che si ricandiderà. Per il momento continueremo ad appoggiarlo. Per il futuro, se ci saranno i presupposti e una condivisione di intenti, allora lo sosterremo». All’indomani del lungo intervento del primo cittadino, a distanza di un mese sulla vicenda del patrocinio non oneroso concesso dall’assessore Valerio Melandri alla festa delle famiglie arcobaleno, a fare chiarezza è proprio il consigliere Marco Catalano, esponente di Fratelli d’Italia che insieme a Centro destra per Forlì hanno presentato la mozione e discussa lunedì fino a tarda sera. «Si è perso il fulcro della questione, o meglio si è aggirato il problema – prosegue lo stesso Catalano –. La mozione è stata presentata per dare un segnale: un consigliere non può subire ma deve essere informato sulle decisioni. La concessione di un patrocinio non oneroso, infatti, presuppone una decisione collegiale. Ciò non è accaduto e abbiamo messo in discussione il metodo, non abbiamo mai voluto giudicare le coppie omosessuali o prevaricare sui diritti. Insomma, è mancato il coraggio di discuterne insieme».

Lo stesso primo cittadino ha definito la vicenda uno «psicodramma». «Non banalizziamo la situazione – fa eco la capogruppo di Fratelli d’Italia, Emanuela Bassi –. Noi abbiamo sollevato una questione politica in quanto il patrocinio concesso non è in sintonia con i nostri valori e con il programma elettorale di coalizione. Anche Zattini ha dichiarato di non condividere quel pensiero. Abbiamo sempre sostenuto il sindaco nonostante il nostro partito non sia rappresentato in giunta. Spero che questa vicenda gli abbia fatto comprendere che non può affrontare le tematiche della città confrontandosi solo con una parte politica della maggioranza». Ed è proprio qui il nocciolo della questione. Non è piaciuta, infatti, l’uscita del consigliere Massimiliano Pompignoli (Lega) che ha rimarcato che al centro della mozione «non c’era nessun nodo etico ma solo la questione dell’assessorato». Fratelli d’Italia non ci sta. «Un’uscita molto maldestra politicamente – spiega Catalano –, lui in modo implicito ha difeso un suo assessore. Dopo un mese di silenzio non mi accontento della risposta del sindaco (ovvero che Melandri è una scelta personale e che non è l’espressione di un partito ndr) quando, come noto, il suo assessore è stato nominato in quota Lega. La nostra mozione è una denuncia al metodo. Bastava, invece di rimanere in silenzio all’epoca dei fatti, convocare una riunione, discuterne democraticamente e darsi una linea per il futuro». «Non è il collega Pompignoli che decide, la nomina dell’assessore spetta al sindaco che, a dirla tutta, da tempo ci ha manifestato la volontà di rafforzare la giunta con un nuovo amministratore vicino alla nostra area di riferimento. E da parte nostra c’è tutta la disponibilità di mettere a disposizione di Forlì una figura di livello» sottolinea Bassi. Insomma, un filo sottile lega la maggioranza. «Centrodestra per Forlì è concentrata sui problemi dei forlivesi, il vero psicodramma sarebbe deluderli – fa presente Davide Minutillo che con il suo gruppo ha sottoscritto la mozione –. Noi ci consideriamo dalla parte di tutti gli elettori di centrodestra che nel 2019 hanno scelto per un cambio di passo, quindi se ci saranno progetti chiari che guardano al futuro nell’interesse di Forlì e che aderiscono al programma elettorale che abbiamo sottoscritto noi ci saremo così come abbiamo fatto fino ad ora».

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