Forlì, Ausl Romagna: “Contro il Covid presto gli antivirali orali”

Mascherine, distanziamento, vaccini, anticorpi monoclonali e presto nuovi farmaci antivirali da assumere per via orale: nella lotta contro il Covid, gli strumenti a disposizione stanno aumentando e, grazie a loro, cresce e crescerà la possibilità di contenere soprattutto le complicanze più gravi dell’infezione. Al di là dell’innalzamento progressivo dei contagi, i presìdi a disposizione di cittadini e della sanità stanno dimostrando la loro efficacia, come ribadisce Carlo Biagetti, responsabile del programma per la gestione del rischio infettivo di Ausl Romagna. «A patto che si comprenda che avere più armi a disposizione non significa che l’una esclude l’altra, ma che vanno utilizzate tutte per contenere la pandemia e limitarne gli effetti» precisa immediatamente l’infettivologo.

Se è prioritario non infettarsi, quando si risulta positivi al virus la sanità sta avendo un alleato importante negli anticorpi monoclonali, la cui somministrazione in Romagna è iniziata a fine marzo, e non solo prosegue, ma «accelera in queste ultime settimane nel corso delle quali, crescendo i contagi, aumentano anche i casi che trattiamo con queste infusioni per via endovenosa, effettuate in Pronto soccorso in un’unica soluzione (e per due ore di infusione, ndr) su segnalazione dei soggetti da parte dei medici di medicina generale».

Antivirali orali

Adesso, però, arriveranno anche gli antivirali orali, il Molnupiravir e il Paxlovid. Con quali aspettative? «Inibiscono la replicazione virale e quindi il progredire dell’infezione, ma la loro commercializzazione va ancora autorizzata perché servono riscontri che irrobustiscano gli studi attuali che danno ottima prova di sé dimostrando un’efficacia dell’80% nell’evitare aggravamenti». Biagetti, però, avverte: «Saranno a disposizione, spero, a inizio 2022 e il target è lo stesso dei monoclonali: non andranno somministrati ai giovani, ma a persone con fattori di rischio elevato e all’insorgere dell’infezione». La terapia, ipoteticamente, è di 5 giorni e la dovrà prescrivere il medico di famiglia, ma a caro prezzo. «Un solo trattamento con queste compresse dovrebbe costare tra i 700 e gli 800 euro. I benefici ci saranno, ma meglio evitare di doversi curare così. Vaccinandosi».

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