Forlì, area commerciale in via Zampeschi, ok della Provincia

La Provincia di Forlì-Cesena concede il nulla osta al discusso piano urbanistico che in due ettari e mezzo di terreni tra via Ravegnana e via Zampeschi, prevede la nascita di un nuovo polo commerciale e terziario. Sul progetto, aspramente contestato da Confesercenti e Confcommercio, era atteso il parere dell’ente di piazza Morgagni, che in 20 pagine firmate dal presidente Gabriele Fratto delude chi si aspettava riserve o prescrizioni che portassero a una sua revisione. Nulla di tutto questo, il parere è favorevole.

Urbanisticamente il piano è considerato conforme agli strumenti vigenti e dal punto di vista dell’impatto ambientale e sul traffico è definito sostenibile. Ci si limita a suggerimenti e a richieste che non mutano la sostanza, anche se, in uno dei due comparti in cui i terreni sono suddivisi – quello da 4.800 metri quadrati con destinazione terziaria, ma potenzialmente modificabile per creare piccoli esercizi commerciali – al Comune di Forlì viene fatta richiesta di apportare una revisione, nel progetto attuativo, affinché i singoli esercizi non possano essere tra loro aggregati in quanto andrebbero a formare una media superficie di vendita in contrasto alle norme regionali. Va fissato il principio della «autonomia e netta separazione dei sub comparti, in relazione agli accessi, ai collegamenti sia carrabili che pedonali dei lotti». È poi necessario che tutti gli elaborati che compongono il piano attuativo, «indichino le superfici commerciali con riferimento alla superficie di vendita prevista in ogni singolo lotto, escludendo successivi incrementi di superfici commerciali».

Annotazioni di minima

Prescrizioni importanti, ma in realtà i “paletti” si fermano qui. Sulla valutazione di sostenibilità ambientale, c’è un giudizio positivo e al soggetto attuatore, l’Istituto diocesano sostentamento clero, è chiesto solo di prolungare un filare di alberi, da integrare anche con siepe di arbusti, lungo tutto il confine sud del comparto; di massimizzare il grado di ombreggiamento ed evitare l’effetto “isola di calore in parcheggi e percorsi ciclabili previsti; di piantare un albero ogni tre stalli per le auto; di introdurre adeguate misure per la razionalizzazione e il contenimento del consumo idrico. Traffico e rumore? Compatibili, al punto che i monitoraggi vengono chiesti a Comune, attuatore, Arpae, solo «in fase successiva, nel momento in cui le attività commerciali saranno in pieno esercizio». Solo allora si dovrebbero, nel caso, «valutare eventuali opere di mitigazione».



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