Forlì, ancora scontro sui bastoni estensibili alla Polizia locale

«I bastoni estensibili non sono in dotazione alla Polizia locale di Forlì e non c’è neppure la previsione di acquistarne, tanto meno si usano nei trattamenti sanitari obbligatori per i quali sono ammessi solo i cuscini: applichiamo solo una modifica al regolamento su richiesta pervenutaci il 23 febbraio dalla Prefettura per mettere nero su bianco l’elenco degli strumenti che eventualmente si possono mettere a disposizione degli agenti per autotutela». È quanto dichiarato ieri dal vice segretario comunale e comandante ad interim della Polizia locale, Michele Pini, ma le sue parole, giunte al termine di due ore abbondanti di infuocata discussione in consiglio comunale, non hanno affatto sgonfiato il caso politico nato da altre dichiarazioni. Quelle in commissione consiliare del vice sindaco Daniele Mezzacapo che, pur affermando anche ieri «ritengo di non averle mai rese in quei termini», avvicinò l’uso del bastone estensibile come mezzo di difesa anche in caso di intervento sui Tso. Da lì una lettera e una petizione allarmata di psichiatri e associazioni che si occupano di problemi di salute mentale e l’attacco frontale in Consiglio da parte del centrosinistra.


Le posizioni

Scontro, di fatto, più sulle parole usate da Mezzacapo che su quelle scritte nel testo posto al voto e, alla fine, approvato con 4 pareri contrari di Pd e “Forlì e Co”. Appena 4 (il M5S ha votato a favore) anche perché tre consiglieri sono usciti dall’aula: Damiano Bartolini (FdI) per le troppe polemiche scaturite, Giorgio Calderoni (Forlì e Co) e Massimo Marchi (Italia Viba) ritenendo «un precedente gravissimo e motivato solo da opportunità politica» il giudizio di inammissibilità posto dalla segreteria comunale all’emendamento che il centrosinistra aveva presentato. Si chiedeva, in sostanza, di inserire nella variazione al regolamento della Polizia locale un riferimento alla legge regionale del novembre 2019 che definisce le linee guida che, sulla base di protocolli operativi da stipulare tra i Comuni, i comandi della Polizia locale e le Ausl, vanno seguite negli interventi di Tso. Per Pini, contestato dalle opposizioni, questo «esula dal regolamento che non va assolutamente a disciplinare i trattamenti sanitari obbligatori: se si vuole farlo si deve passare per un’istruttoria e un’apposita proposta di delibera».

Passa, invece, con 23 voti a favore, l’emendamento di Centrodestra per Forlì che cambiando la forma e la punteggiatura di due frasi, di fatto rafforza un concetto che la delibera, comunque già esprimeva: nei Tso lo strumento difensivo eventualmente da usare sono i cuscini. Solo quelli. Ciò nonostante, anche il gruppo di maggioranza si dice favorevole a corsi di formazione e protocolli specifici per queste situazioni cui gli agenti devono attenersi. Già, ma ci sono casi-limite durante questi interventi così delicati? Gli agenti sarebbero ora legittimati a interventi che possano mettere a rischio il paziente? Su questo è intervenuto con nettezza il sindaco Gian Luca Zattini. «I nostri agenti sono egregi professionisti, da 13 anni sui Tso spesso svolti in contesti difficili, ho sempre e solo avuto riscontri positivi sui loro interventi e a loro il Comune darà sempre la massima fiducia. Non interveniamo io o il vice sindaco, né spetta a noi dire come usare gli strumenti in loro dotazione: glieli mettiamo solo a disposizione per i loro servizi».



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