Forlì. Anastasia, adottata a 21 anni: “La mia rivincita”

“Sei mia figlia”. Un annuncio, un augurio quello che Gianluca ha fatto al mondo attraverso un’intera pagina di giornale in occasione dei 21 anni di Anastasia, sigillando con l’inchiostro un rapporto d’amore costruito con difficoltà ma altrettanta perseveranza. Ora Anastasia è figlia di Gianluca anche per la legge, un’adozione ufficializzata a marzo, due anni complicati perchè Anastasia ha già un babbo. «E’ un desiderio che si è realizzato, non c’era bisogno di un foglio per dimostrare quanto fosse importante il nostro rapporto – racconta Anastasia – ma per me è stata una bella sorpresa l’annuncio di Gianluca».

Anastasia aveva 12 anni quando è entrata a fare parte della vita di Gianluca, compagno della mamma che si era separata 4 anni prima. Un’età difficile, un cordone ombelicale con il padre biologico che non riesce a staccare, seppure fatto «di tanto dolore e tante rinunce. Non riuscivo ad accettare Gianluca ma con mio padre il rapporto era difficile, sempre più lontano, riempito solo da cose immateriali, ma sentivo di non avere niente da lui. Gianluca era sempre presente, io ero nervosa, rabbiosa, i problemi personali si sovrapponevano a quelli adolescenziali, mi sfogavo in casa, con lui e la mamma. Gianluca ha dovuto lavorare tanto per conquistarsi la mia fiducia che è arrivata piano piano: è vero che non è sempre indispensabile avere a fianco una figura paterna, ma nel mio caso era necessario».

Gianluca rimane dietro le quinte, lascia che sia sua figlia a raccontare, per lui parlano le decine di frasi impresse sulla pagina del giornale: “Quando sei vicino a me puoi sentire il “tamburellare” del mio cuore, un suono che spero potrà farti dimenticare “il tempo dell’assenza”. Ho sempre desiderato e sognato una figlia che mi volesse bene, di cui potermi fidare ed esserne fiero. Tu mi devi aiutare ad amarti ancora di più, quell’amore che già nutro nei tuoi riguardi e io ti aiuterò a non avere paura e a sentirti sempre amata”.

Parole dalle quali si percepiscono le difficoltà attraversate da Anastasia con il suo padre biologico verso il quale «non nutro rancore, oggi riesco a capire che non è stato capace di gestire la situazione e le emozioni». Ma per Anastasia, l’adozione «è una rivincita, verso me stessa, per tutte le cose che ho perso, un proiettarmi nel futuro cercando di recuperare quello che non sono riuscita a fare». Ora è impiegata come commessa dopo avere abbandonato gli studi all’Enfap dove seguiva un corso per cure estetiche senza raggiungere il diploma «sempre per problemi causati dal rapporto con mio padre, ma c’è tempo per recuperare» ammette fiduciosa. «Gianluca è stato un grande esempio, una figura importante che ho sempre ascoltato e con la quale mi sono confrontata. Ho lottato tanto per arrivare alla consapevolezza e alla tranquillità odierna, penso di essere stata fortunata ma ho anche lottato tanto per far sì che mia sorella (che è ancora minorenne, ndr) non vivesse i problemi che ho avuto io con mio padre, ho cercato di proteggerla perchè non vivesse mai quello che ho vissuto io».

“Io sono qui, ci sarò sempre, sei mia figlia in ogni istante, in ogni minuto, in ogni ora della mia vita e adesso…. non potreì più fare a meno di te”, le fa eco papà Gianluca.

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