Forlì, ambientalisti all’attacco: “Dubbi sui finanziamenti della Regione all’aeroporto Ridolfi”

«A fine ottobre la Regione ha stanziato 3 milioni di euro per il “Luigi Ridolfi” a ristoro delle difficoltà economiche subite dalla società aeroportuale di Forlì a causa dell’emergenza Covid: è un finanziamento legittimo e rispetta le norme sui risarcimenti economici visto che non risulta che per lo scalo sia stato adempiuto ad obblighi quali la stesura delle mappe di vincolo?». È la domanda che si pone, e rivolge proprio alla Regione, ma congiuntamenta a Comune, Ente nazionale per l’aviazione civile e “Forlì Airport”, il Tavolo delle associazioni ambientaliste forlivesi, dubbioso «sulla conformità alla legge» dello stanziamento assegnato per il 2021 (un milione) e il 2022 (due milioni).

È una richiesta di «chiarezza e trasparenza» quella che Alberto Conti, a nome del coordinamento e di 7 movimenti quali Comitato Sorvolati Forlì, Bikequality, Associazione I Meandri del fiume Ronco, Rete emergenza climatica ed ambientale Emilia-Romagna, Associazione Extinction Rebellion, Fridays for future e Parents for future Forlì, rivolge alla società di gestione dell’aeroporto, ma in primis ad enti ed istituzioni a partire da Enac cui spetta la stesura delle mappe di vincolo. Si tratta di planimetrie che definiscono le zone circostanti lo scalo «ma da considerarsi parte integrante dello stesso», da sottoporre a vincolo stabilendone le relative limitazioni cui gli enti locali devono adeguare le proprie pianificazioni: dal cosiddetto Piano di rischio alla zonizzazione acustica. Il problema, sottolineato da Valentina Fabbri del Comitato Sorvolati consiste nell’assenza di queste mappe.

«Dopo avere chiesto a giugno se fossero state redatte, ancora oggi non risulta che Enac le abbia approvate, ma che per Forlì e Parma sono procedure in corso – dichiara – Senza di loro non è possibile ottemperare agli obblighi che ne discendono, quali la definizione delle fasce di rischio e degli indici di affollamento delle zone limitrofe che devono garantire la sicurezza di chi abita, lavora, va a scuola vicino all’infrastruttura. Siccome nulla di tutto questo ci risulta essere pronto, ci chiediamo se sia possibile che venga dato un ristoro ad un aeroporto per il quale, tra l’altro, il piano di rischio comunale risale al 2012 e non è mai stato aggiornato».

Le associazioni chiedono risposte, vogliono anche capire se «sia mai stata istituita la Commissione aeroportuale» e assicurano: «Non siamo contro l’aeroporto, ma vogliamo svolga la sua attività nel rispetto delle norme e della sicurezza dei cittadini ed è per questo che le istituzioni devono essere trasparenti». Rispetto anche dell’ambiente, come spiega Stefano Raggi dell’associazione I meandri del fiume Ronco.

«Il traffico aereo si dirige verso Sud-Est entrando in conflitto con un sito naturalistico di importanza europea esteso oltre 200 ettari e con tanti organismi viventi rari, da proteggere e 80 specie di uccelli nidificanti – afferma -. E’ un patrimonio per la cui valorizzazione è stato appena costituito un osservatorio partecipato dagli enti locali: senza zonizzazione acustica e con il progetto di allungamento della pista che si avvicinerebbe sempre più al fiume, che impatto ha il “Ridolfi”? Vorremmo risposte chiare».

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