Forlì, ambientalisti contro il piano rifiuti: non va approvato

«No al Piano regionale della gestione dei rifiuti». È la posizione del Tavolo delle associazioni ambientaliste forlivesi dopo la presentazione da parte dell’assessora Irene Priolo e in previsione della possibile approvazione da parte dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che potrebbe avvenire nel mese di luglio.

Gli ambientalisti sottolineano come, secondo loro, l’accoglimento di 23 osservazioni totali e 89 parziali, sulle 341 totali presentate, evidenzi come la strada intrapresa dalla Regione sia contrarie alle logiche di riduzione dei rifiuti da inviare agli inceneritori.

Niente premio

«Il nuovo Piano non prevede la chiusura entro il 2027 di nessun inceneritore, nemmeno quello di rifiuti urbani di Forlì come invece era stato chiesto quasi all’unanimità dal consiglio comunale forlivese a luglio del 2021 – spiegano i rappresentanti del Tavolo – alla luce degli importanti risultati ottenuti dal territorio forlivese con la raccolta porta a porta e l’applicazione della tariffa puntuale attuata da Alea Ambiente, che hanno consentito al bacino forlivese di andare oltre agli obiettivi previsti dal piano regionale per il 2027, già nel 2021. Attualmente vengono riciclati oltre il 90% dei rifiuti urbani, promuovendo Forlì a Comune virtuoso. Proprio per questo il territorio forlivese dovrebbe essere premiato. Invece la Regione vuole nuovamente punirlo perché non prevede la chiusura dell’inceneritore entro il 2027. È vergognoso che un Comune come Forlì, ritenuto appunto virtuoso, debba subire l’inquinamento di ben 2 inceneritori, bruciando in quello urbano di Hera anche i rifiuti provenienti da Ravenna e Cesena, dove non viene effettua la raccolta porta a porta con tariffa puntuale: si deve prevedere una data in cui anche in questi Comuni venga adottato questo modello».

L’esperto

«Devo vedere quali modifiche siano state fatte – dice Natale Belosi, esperto della raccolta rifiuti per il Tavolo – a seguito delle osservazioni ma è chiaro che i parametri di fondi siano stati lasciati come erano. Questo piano prevede che invece di ridurre la produzione complessiva di rifiuti cosa che è successa dal 2010 al 2020 e prevede che nel 2027 cresca la produzione. Nel Piano precedente si pensava che i rifiuti calassero, sulla base dell’applicazione della tariffa puntuale, ma nel 2020 non tutti i Comuni aveva questa tariffa puntuale. Inoltre non si è tenuto conto che ci sono Comuni che applicano la tariffa puntuale con metodologie molto diverse: i Comuni che utilizzano Alea o Aimag (Carpi) hanno fatto scendere la produzione di rifiuti urbani oltre la soglia prevista, mentre quelli gestiti da Hera, non porta a porta, ma con cassonetti capotta, hanno ridotto la produzione dei rifiuti in maniera minore. Inoltre la qualità della raccolta differenziata è molto differente, con Alea la è buona e gli scarti sono pochi, mentre Hera la raccolta differenziata è di minor qualità. Se ci sono Comuni che con la tariffa puntuale e la raccolta differenziata hanno ottenuto i risultati, perché il Piano non dovrebbe adottare queste metodologie e imporli in tutti i comuni? Si potrebbero spegnere alcuni inceneritori, prima di tutti quello di Forlì».

Ruggero Ridolfi, coordinatore Medici per l’ambiente Forlì-Cesena, ha parlato degli aspetti medici. «L’inceneritore non è la soluzione: trasforma rifiuti in gran parte riciclabili in fumi che disperdono tossici nell’ambiente (anche i filtri più moderni non trattengono particelle inferiori al PM2,5), ceneri e scorie che (essendo altamente tossiche) devono essere conferite in discarica: 1 tonnellata di ceneri ogni 3 tonnellate di rifiuti inceneriti. Per funzionare necessitano di aria ed acqua che entrano pulite e fuoriescono pesantemente inquinate, spesso necessitano di gas come combustibile per mantenere la temperatura e alla fine producono un 25% di energia rispetto a quella che consumano. Lo studio sulle unghie dei bambini di Forlì ha evidenziato come negli abitanti entro 3 chilometri dagli inceneritori la concentrazione di alcuni metalli pesanti (Alluminio, Bario, Manganese, Rame e Vanadio) sia superiore a quella di chi abita più lontano. Inutile dire che i metalli pesanti possono essere tossici».

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