Forlì, allarme furti per le marmitte catalitiche

Anche a Forlì è allarme furti per i catalizzatori, cioè degli elementi inseriti nell’impianto di scarico delle auto per il trattamento dei gas di scarico. Nell’ultimo periodo i casi si sono moltiplicati, anche se spesso chi subisce questo danno non chiama nemmeno le forze dell’ordine e si reca direttamente in officina. Dove il conto è spesso salato, può andare dai 500 al migliaio di euro, senza contare l’attesa per ottenere i ricambi. Basta fare un giro in qualche officina forlivese per raccogliere situazioni analoghe. «Da me ho avuto quattro casi in due settimane – racconta Mattia Arfelli della Officina Meccanica Forlivese di via Monte San Michele – e quando ci rivolgiamo al magazzino ricambi ci dicono che c’è stata un’esplosione di casi, un centinaio in due mesi».

Ma cosa spinge i ladri di “ultima generazione” ad andare a caccia di marmitte catalitiche? È la presenza in questo dispositivo di diversi metalli rari, tra cui platino, palladio e rodio, che valgono 10 volte di più dell’oro e possono arrivare all’astronomica cifra di 800mila euro al chilogrammo. Naturalmente per entrare in azione i ladri devono essere attrezzati: si prende di mira un’auto parcheggiata, ci si infila sotto e con un flessibile o qualche altro congegno viene letteralmente tagliata la marmitta e viene portato via il pezzo che interessa.

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