Forlì, al via le cerimonie private nei musei

A luglio il nuovo regolamento per la concessione delle sale comunali e degli spazi in dotazione al servizio cultura, turismo e legalità, adesso arriva anche il tariffario. Prezzi per poter organizzare una convention o una cena aziendale, un congresso, una cerimonia o persino una festa privata o un set cinematografico, all’interno degli edifici culturali. Quelli più prestigiosi, compresi San Domenico e chiesa di San Giacomo. Luoghi che si potranno affittare e dove, presto, sarà possibile anche sposarsi.

Non subito, ma da inizio gennaio quando al regolamento e al tariffario ora approvato dalla giunta comunale, seguirà un altro regolamento specifico, emanato dal settore Affari generali, che fisserà il costo di una cerimonia nuziale all’interno, ad esempio, del San Giacomo. «Serve un’autorizzazione specifica della Prefettura per questi luoghi, ma non ci sono ostacoli in tal senso – spiega l’assessore alla Cultura, Valerio Melandri –. Quando avremo il via libera, il regolamento sarà pubblicato e si affiancherà a quello attuale che entra lui stesso in vigore da gennaio. Allora sarà possibile anche “dirsi sì” al museo e poi, eventualmente, restarci per la cerimonia con parenti e amici».

Cosa che è già possibile fare con il vademecum attuale. «Varrà un anno, tempo che ci servirà per capire quale sarà il riscontro effettivo e valutare la congruità di tariffe che ora abbiamo tenuto volutamente basse per lanciare questa nuova opportunità: se dovessimo incassare 70-80mila euro sarei contento, anche perché quei soldi aiuteranno la cultura forlivese».

Sì, perché l’introito dell’affitto andrà direttamente ai capitoli di bilancio dei servizi culturali «per finanziare gli eventi e, soprattutto, dare più contributi alle associazioni». E aprendo anche ai matrimoni, gli incassi potrebbero essere cospicui. «Vedremo – sorride l’assessore – anche perché San Domenico e San Giacomo dal 15 gennaio al 15 luglio sono della Fondazione per le sue mostre: sarà possibile prenotarli negli altri periodi e noi pensiamo di fissare in calendario un week-end al mese dove, però, possiamo anche fare 2 o 3 matrimoni al giorno».

Unioni a parte, cosa cambia? «Il Comune non poteva concedere gli spazi a tariffa – spiega l’assessore -. Ora è possibile affittarli con un prezzo base per eventi culturali, casomai compensato da un nostro patrocinio oneroso, ma anche per usi non culturali, comunque di un certo valore, o per registrare video, film o documentari, lasciando in carico al privato le spese vive di allestimento e pulizia».

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