Forlì, al Covid hotel è quasi tutto esaurito

Sarà un Natale lontano dagli affetti più cari, dagli abbracci dei familiari, dai brindisi e dai regali da scartare sotto l’albero. Sarà il Natale dell’isolamento, o quanto meno della quarantena, che detto in questi termini suona malissimo, ma che, di fatto, triste lo è a tutti gli effetti per chi in queste settimane è alle prese con un’infezione da Covid-19 o deve rimanere bloccato in una stanza solo per essere stato a contatto con un caso positivo. Se poi la stanza è quella di un albergo è ancora peggio, perché non c’è neppure la possibilità di condividere uno sguardo con una persona cara.

Così, purtroppo, sarà per 30 ospiti del “Paradise Airport”, il “Covid Hotel” di Forlì gestito da Daniele Casadio e dalla sua famiglia, che dall’aprile dello scorso anno svolge la funzione di sussidio all’Ausl per quarantene e isolamenti extradomiciliari. Trenta sono le persone che trascorreranno il Natale dentro una delle sue 35 stanze, ma «ogni mattina le ambulanze ci portano nuovi ospiti e in 2-3 giorni penso che tutte le nostre camere saranno piene» prevede il titolare che si accinge a rendere meno malinconiche queste festività per il secondo anno consecutivo.

Già nel 2020 fu così, ora cosa è cambiato? «Pochissimo e molto, dipende dal punto di osservazione – spiega Casadio –. L’anno scorso avevamo molte più richieste di poter comunque far visita ai familiari il 25 dicembre o a Capodanno, l’isolamento era vissuto in modo traumatico, adesso sono molte di meno, c’è più consapevolezza della situazione e della sua delicatezza, ma noi siamo un luogo sicuro e a distanza, con le necessarie precauzioni, le visite le consentiamo. Possono svolgersi in sicurezza». Tutto è, infatti, pensato su misura a questo fine, ma a proposito di ciò che è cambiato, ecco la fotografia degli ospiti della struttura. «Qualche mese fa avevamo prevalentemente stranieri in quarantena preventiva, attualmente il 65% degli ospiti è italiano e a fronte di un 60% di negativi, c’è un 40% di positivi sintomatici. Medici e infermieri delle “Usca”, infatti, vengono almeno due volte al giorno a sincerarsi delle loro condizioni di salute, a settembre e ottobre erano invece una presenza sporadica». L’età media di chi passerà il Natale al “Paradise Airport” è di 40 anni, ci sono un paio di ultrasettantenni e qualche ventenne. Di minori, uno solo.

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