Fontanelice, chalet alla Conca Verde il Comune perde in tribunale

FONTANELICE. Il Comune di Fontanelice incassa il secondo parere negativo, questa volta dalla Corte d’Appello di Bologna, in merito al ricorso contro la revoca dei finanziamenti, quasi 190 mila euro, che l’allora Provincia di Bologna, aveva stanziato al fine della creazione di uno spazio dedicato alla promozione dei prodotti tipici del territorio nello chalet della Conca Verde. Spazio che l’amministrazione comunale, nel 2011 aveva realizzato ampliando di fatto lo stabile sopra la piscina, ma che in concreto non era mai stato utilizzato a tal fine. Almeno stando a quanto è emerso dalle relazioni dei tecnici provinciali chiamati a effettuare i controlli. Un appello, quello presentato dal Comune per avere quei 187 mila euro del finanziamento, che nei giorni scorsi è stato rigettato dal Tribunale bolognese con l’onere di dover pagare anche 10mila euro di spese processuali.

Un stop che dura da dieci anni

Il Comune al termine del bando “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi” del Psr 2007/2013 ottenne un finanziamento per l’adeguamento strutturale e l’allestimento interno di due immobili di proprietà da destinare alla valorizzazione delle produzioni locali. L’intervento fu eseguito nel 2010/2011 nella “Casa Colombarino-Conca Verde” e nella “Torre Civica di palazzo Mengoni”. A seguito di sopralluoghi dell’allora provincia di Bologna, il 9 settembre 2013 la stessa dispose la revoca del finanziamento concesso a causa di difformità rispetto ai requisiti previsti per la concessione del contributo regionale. In particolare, nel corso di due distinti sopralluoghi effettuati nel 2012, è stato riscontrato un utilizzo dei locali ristrutturati all’interno dello chalet “Conca verde” per attività di tipo commerciale che non erano in linea con i canoni del finanziamento. Da qui la decisione dell’allora Amministrazione di fare ricorso, poi bocciato nel 2014 dal Tribunale, e poi il successivo ricorso, anch’esso, oggi, perso.

Opposizione all’attacco

Duro il commento del consigliere comunale Vito Vecchio che sottolinea come «ora ci aspettiamo un intervento della Corte dei Conti perché chi ha sbagliato paghi per non “mungere” ancora i cittadini con ulteriori spese legali, visto che siamo già oltre 40 mila euro. Dopo la scelta dell’allora Amministrazione che aveva costretto l’allora gestore del ristorante e pizzeria a chiudere per diversi mesi, c’è stato un progressivo declino che ha portato oggi ad avere un edificio fatiscente e non funzionante. Il sindaco Meluzzi – chiude Vecchi – è da 2 anni che parla di bando per lo chalet, ormai non crediamo più che arriverà, ma per prima cosa non faccia spendere ulteriori risorse ai cittadini continuando una battaglia già persa».

Si lavora al nuovo bando

Al di là della sentenza il sindaco Gabriele Meluzzi conferma come «stiamo lavorando per la realizzazione di un nuovo bando per la fine dell’anno. Sappiamo però che sarà un bando che prevederà, per lo chalet, interventi anche onerosi, circa 50/60 mila euro, e in un periodo come questo non crediamo sia facilissimo trovare grandi investitori. Sul versante del contenzioso giudiziario – spiega – stiamo vagliando le due diverse possibilità che possono andare dall’appello in Cassazione oppure finire la cosa qui. Per ora non abbiamo ancora deciso».

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