È una beffa bella e buona. A nome di tutta la provincia, nei mesi scorsi il Comune di Rimini aveva esercitato un’azione di pressing nei confronti del governo (grazie anche all’Anci) per riuscire a implementare il fondo destinato ai territori penalizzati più di altri dall’emergenza Covid. Il “tesoretto” passò così da 200 a 240 milioni di euro. E nessuno metteva in dubbio che la provincia riminese rientrasse nel ristretto cerchio delle “zone rosse”.

Invece? La prima bozza del provvedimento da inserire nel prossimo decreto di settembre taglia fuori Rimini (come area provinciale), perché il parametro utilizzato per sbloccare o meno le risorse è unicamente legato alla possibilità di attraversare i confini provinciali, in entrata o in uscita. A Rimini, invece, il blocco attuato in quei giorni drammatici non viene (per ora) considerato totale, dato che le aree più delicate di confine venivano presidiate da posti di blocco con agenti impegnati a controllare gli spostamenti. La partita non è ancora chiusa, i prossimi due o tre giorni sono fondamentali. La cifra che potrebbe sparire da un momento all’altro è ingente: dai 15 ai 20 milioni.

Una vera beffa

L’assessore al bilancio Gian Luca Brasini da giorni “stalkerizza” gli uffici governativi per fare capire che la provincia riminese ha i titoli per ricevere le risorse stanziate dal Decreto Rilancio (articolo 12), dato che è stata interessata dalle misure restrittive tipiche delle zone rosse.

«È stato proprio il Comune di Rimini – spiega oggi Brasini – a esercitare un’azione di pressing per fare aggiungere al fondo altri 40 milioni di euro, a nome di tutta la provincia. Abbiamo fatto passare il principio sulla base del quale oltre alla drammatica emergenza sanitaria è stata presa in considerazione anche quella economica. Il Comune di Rimini, rispetto a Piacenza ha infatti avuto un danno economico quattro volte superiore».

Aspetta e spera

Ottenuti 40 milioni in più, si attendevano i criteri con i quali suddividere il fondo fra le “zone rosse”. «In questi mesi abbiamo cercato di capire – aggiunge Brasini – e finora sembra esista un solo principio legato alle misure di restrizione della mobilità in entrata e in uscita dal territorio interessato».

In questo caso, addio risorse per la provincia riminese. «In realtà noi le restrizioni le abbiamo avute, abbiamo inviato a Roma tutte le delibere di quei giorni in cui dimostriamo in maniera inequivocabile che si tratta di provvedimenti da zona rossa. Questi sono giorni decisivi per fare chiarezza e riuscire a inserire il territorio riminese fra quelli destinati a ricevere le risorse del dopo coronavirus. Non va infatti dimenticato che sono in ballo cifre importanti per il grande capitolo del rilancio, per tutta la provincia oscilliamo fra i 15 e i 20 milioni di euro. Sarebbe una beffa, perché abbiamo avuto tutte le limitazioni delle zone rosse».

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