Fondi Bellosi e Zaffagnini: Ravenna si muove

Ci sono buone speranze per il fondo fotografico di Giovanni Zaffagnini e quello fonografico di Giuseppe Bellosi. Era stato proprio lo scrittore ravennate a lanciare l’appello, raccolto e rilanciato dal Corriere Romagna, di salvare le foto e le registrazioni che lui e il fotografo Zaffagnini avevano realizzato in 25 anni di lavoro, dagli anni 70 ai 90, per documentare le tradizioni contadine della Romagna rurale.

Le istituzioni locali si muovono – dopo la favorevole presa di posizione dell’assessore regionale alla Cultura Felicori – e ieri in Comune a Ravenna l’assessora comunale Elsa Signorino ha incontrato Bellosi: «Le istituzioni hanno a cuore la valorizzazione del patrimonio sonoro e fotografico dei due fondi. Cogliamo positivamente l’interesse manifestato dalla Regione, che sensibilizzeremo ulteriormente, e mettiamo a disposizione le nostre competenze», queste le parole dell’amministratrice ravennate.

All’incontro anche il direttore dell’Istituzione Biblioteca Classense, Maurizio Tarantino, e quello della Fondazione Casa di Oriani, Alessandro Luparini. Nel corso del dialogo si è dato atto che, fin dal 2008, le istituzioni locali si sono impegnate nella valorizzazione di tali risorse con diverse iniziative, tra le quali mostre e pubblicazioni. In particolare nel 2014 è partito un percorso, grazie a contributi regionali (attraverso l’Ibc), che ha visto la Fondazione Casa di Oriani avviare un importante lavoro di digitalizzazione e conservazione di fondi sonori. Percorso interrottosi alla fine del 2019 su iniziativa dell’Ibc, istituto successivamente incorporato nell’assessorato alla Cultura della Regione.

Elsa Signorino ha anticipato che contatterà al più presto il suo collega alla Regione: «Ci tengo a mettere in evidenza l’importante contributo che sia la Fondazione Casa di Oriani sia l’Istituzione Biblioteca Classense possono dare alla valorizzazione e alla fruizione pubblica di tale patrimonio e a ribadire l’impegno dell’Amministrazione, per quanto di propria competenza, affinché questo percorso possa avere il migliore esito possibile. Proprio per questo la mia prima proposta all’assessore Felicori sarà quella che la Regione ripristini al più presto il contributo alla Fondazione Casa di Oriani, affinché possa riprendere il lavoro di digitalizzazione, auspicando che possa confluire in un disegno più ampio. Tale disegno potrebbe concretizzarsi con l’approvazione di una nuova legge regionale e con una eventuale acquisizione, da parte della Regione stessa, del fondo Zaffagnini, essendo le fotografie strettamente complementari alle registrazioni sonore. Il legame è evidente e, sia dal punto di vista della conservazione che da quello della valorizzazione, il percorso più naturale sarebbe quello di non separare quelle che di fatto sono due parti di una stessa unità. Qualora la Regione ne convenisse, l’Istituzione Biblioteca Classense sarebbe senz’altro disponibile ad accogliere e valorizzare al meglio il fondo fotografico».

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