Le stime parlano di oltre 1.500 persone, tra dipendenti e clienti delle Indie che la notte di Ferragosto erano presenti all’interno della discoteca di Tagliata di Cervia, dove le indagini epidemiologiche dell’Ausl ipotizzano si sia sviluppato un focolaio di Covid-19. Fino a domenica i casi di positività al coronavirus ricondotti alla festa all’interno del locale – l’ultima e con la capienza dimezzata, prima della decisione del Governo di mettere al bando le danze – erano una decina. Erano riferiti a giovani in apparenza non collegati tra loro, non fosse che tutti tra il 15 e il 16 agosto avevano frequentato la stessa pista da ballo. Ieri il numero ha subito un’ulteriore impennata, con altri 7 casi, la metà dei 15 totali riscontrati in provincia. Sei di questi sono clienti della discoteca, mentre uno è un familiare stretto.

Oltre 200 tamponi prenotati

È bastato un giorno dalla divulgazione della notizia, e solo a Ravenna, nella giornata di ieri, sono arrivate in massa le prenotazioni per i tamponi da parte dei giovani che hanno segnalato all’Ausl di avere partecipato a quella serata. Per l’esattezza sono stati fissati 235 appuntamenti, ma anche nelle province limitrofe è stata riscontrata una corsa ai test. A Forlì, per esempio, già ieri c’era la fila dei ragazzi che hanno deciso di sottoporsi al controllo rispondendo all’appello diramato dall’azienda sanitaria. Giusto domenica, sette degli otto nuovi casi nel territorio forlivese riguardavano giovani, seppure non ufficialmente ricondotti alla serata alle Indie.

Le Indie: «Panico immotivato»

Il locale, a sua volta, ha diramato una nota ai clienti della serata di ferragosto, pur dichiarandosi «decisamente sorpreso» riguardo la diramazione del presunto cluster del contagio, e critico verso «un immotivato panico mediatico».

La direzione va sulla difensiva e puntualizza che «l’indagine epidemiologica non consente di asserire con certezza che la circostanza in cui si sono verificati i contagi sia proprio quella serata», e aggiunge che i ragazzi risultati positivi «potrebbero aver contratto il virus ovunque: nel bar, in treno, nella spiaggia, in piazza o in una vacanza precedente all’estero».

Gli altri contagi

Quanto ai restanti contagi accertati alle 12 di ieri, uno è stato classificato come contatto di una persona positiva, ricondotta a un altro locale della zona. Una nuova positività riguarda invece un contatto familiare, mentre altri due sono stati scoperti all’esito del tampone richiesto dal medico di famiglia alla presenza di sintomi. Chiudono il quadro dei 15 positivi, i quattro rientri dall’estero, tre dall’Albania e uno dal Giappone, già in isolamento al momento della diagnosi.

Unico a essere ricoverato tra le nuove persone che hanno contratto il virus, è un 79enne di origini straniere risultato sintomatico, che seppur non in gravi condizioni di salute è stato seguito con maggiore scrupolo dal personale medico alla luce dell’età.

Si sono infine verificate due guarigioni complete e una guarigione clinica per la quale saranno effettuati i tamponi di negativizzazione. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate sono arrivati a quota 1.283.

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