Rimini, Fiumano e Sandra si sposano dopo 55 anni di convivenza.

Sposi dopo cinquantacinque anni di convivenza. Giovedì, all’Ufficio anagrafe del Comune di Rimini, Fiumano Antonioli, 90 anni il 15 maggio, e Sandra Caroni, 80 anni il 28 marzo, verranno dichiarati ufficialmente marito e moglie.

La decisione di fissare il matrimonio è arrivata «poco più di un mese fa – racconta Sandra –, non solamente per coronare un sentimento che dura da tanti anni, ma anche perché alla nostra età era importante acquisire ufficialmente dei diritti e dei doveri reciproci l’uno nei confronti dell’altro».

In realtà, «era già un po’ di tempo che cercavo di affrontare questo argomento con Fiumano – aggiunge Sandra –. Lui, però, era titubante, provenendo da una separazione dopo un precedente matrimonio da cui ha avuto due figli, e in tutti questi anni anni aveva sempre lasciato il discorso in sospeso. Ma il fatto che questa volta anche mio figlio Claudio appoggiasse questa decisione lo ha colpito molto».

Ancora di più perché a legare Fiumano e Claudio è stata, purtroppo, una circostanza triste: «Sono rimasta vedova sette mesi dopo il mio matrimonio, ed ero incinta di pochi mesi – ricorda Sandra –. Fiumano ha fatto praticamente da padre a Claudio e lo ha cresciuto. E fra loro si è venuto a creare un rapporto molto bello».

Una volta fatta breccia in Fiumano, «ho preso la palla al balzo – torna a sorridere Sandra –. Ci siamo informati per sposarci in Comune. Purtroppo, però, la sala in cui avvengono le celebrazioni era impegnata fino alla fine dell’estate. Così abbiamo optato per l’Ufficio anagrafe. Arrivati a questo punto, non è il luogo in cui ci sposeremo la cosa più importante».

Per festeggiare le nozze, «probabilmente andremo via qualche giorno, perché siamo ancora in buona salute ma siamo anche già arrivati a una certa età – scherza –! Di viaggi ne abbiamo già fatti tanti. Siamo stati fortunati».

«Personalmente, sono stato molto felice della decisione presa da mia mamma e Fiumano – commenta Claudio Volponi, figlio di Sandra –. Un giorno, circa un mese e mezzo fa, mi hanno telefonato e mi hanno detto “Lo sai che ci sposiamo?”. Gli ho risposto scherzosamente “Ma ci avete pensato bene?”».

E «al di là della battuta, dopo così tanti anni ritengo sia una decisione non solo romantica, ma anche giusta dal punto di vista puramente pratico/giuridico – continua –. Ho fatto giurisprudenza e conosco la differenza fra la famiglia di fatto, che non tutela in modo idoneo una coppia, anche se sta insieme da tanti anni, e i diritti/doveri che invece acquisiscono reciprocamente due persone regolarmente sposate».

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