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FORLI’. Raccoglievano denaro in Italia per finanziare il terrorismo islamico. Due etiopi e due somali sono stati arrestati dalla Digos con l’accusa di finanziamento di condotte con finalità di terrorismo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La notizia è stata riportata dal Corriere di Bologna e ha trovato conferme in ambienti investigativi. L’inchiesta è partita in seguito alla segnalazione della Direzione centrale della polizia di prevenzione relativa ai contatti avviati in Italia da un presunto fiancheggiatore dell’Isis. Circoscrivendo i suoi contatti telefonici gli investigatori, coordinati dal procuratore capo della Dda di Bologna, Giuseppe Amato, e dalla pm Antonella Scandellari, sono risaliti a due somali residenti a Forlì. Le loro intercettazioni avrebbero svelato l’esistenza di un circuito internazionale tra la Romagna, la Brianza e i terroristi dell’Al Shabaab in Somalia.
«Stiamo raccogliendo denaro da mandare, siamo sparsi tra Torino, Roma, Italia e Libia, dobbiamo comprare armi, munizioni e pallottole per i nostri ragazzi che combattono». «Sono pienamente d’accordo, farò parte del vostro gruppo». Sono due passaggi di un dialogo tra i somali intercettati. Gli inquirenti hanno deciso di effettuare i quattro fermi ritenendo che ci fosse un reale pericolo di fuga.
I due somali erano arrivati in Italia sulle coste siciliane circa tre anni fa dopo un periodo trascorso in Libia. Erano transitati anche dall’hub di via Mattei a Bologna prima di stabilirsi in Romagna.
Le indagini avrebbero documentato che le transazioni di denaro avvenivano all’inizio di ogni mese.
«Grazie agli inquirenti e alle forze dell’ordine – ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini – con particolare riferimento alla Dda di Bologna e alla Digos. Teniamo alta l’attenzione: nessuno spazio per criminali, fanatici, clandestini. Per l’ennesima volta emergono inquietanti legami tra chi entra irregolarmente in Italia e ambienti dell’estremismo islamico».
Sull’operazione della Digos interviene anche il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone. «Per l’ennesima volta nelle nostre città, grazie a indagini approfondite e all’attività delle forze dell’ordine, si scoperchiano situazioni di grande pericolo che coinvolgono criminalità, fanatismo confessionale, immigrazione irregolare. Credo che tutti gli attori coinvolti, anche gli amministratori locali, debbano alzare il livello di attenzione su quanto accade nel territorio di competenza. Disattenzione e pressapochismo nel valutare questi fenomeni, compreso il collegamento tra immigrazione irregolare e estremismo, potrebbero determinare serie ripercussioni anche nelle nostre comunità».

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