Filosofia, a che serve la provocazione? Un j’accuse tutto al maschile

RIMINI. La filosofia, il pensiero “alto”, la riflessione introspettiva, l’analisi sociale sono solo una moda del momento o una reale esigenza interiore? Tra festival, eventi, rassegne, incontri sopra o sotto le stelle, si fa presto di questi tempi a riempire un carnet di appuntamenti con più o meno illustri pensatori dei nostri giorni. E, come al cinema, ci sono le grandi star che attirano le folle (vedi Odifreddi o Mancuso) e i provocatori in stile Sgarbi/Borat (e non sempre con la stessa preparazione). A questa tendenza si è votato da tempo Diego Fusaro, il marxista di destra sbarcato anche in politica con il suo carico di parole altisonanti e pensieri contraddittori lanciati ad arte nel mondo virtuale dei social e dei talk show, così da trasformarsi ben presto da studioso del pensiero ad «animale mediatico» (come lo descrive il filosofo liberale Corrado Ocone). Un vero esempio di “incendiario” che non manca mai nelle rassegne organizzate da enti vari. Ma se ben si comprende perché la televisione cerchi di sfruttare artefatte astrusità e litigiosità ai fini di audience, non si capisce perché altrettanto dovrebbero fare, con soldi pubblici, un comune o una biblioteca. Eppure ecco Fusaro nella nuova rassegna filosofica J’accuse: nessuno è innocente promossa da Gustavo Cecchini a Misano Adriatico. Sarà perché il programma – ispirato naturalmente a Zola e Dreyfus – intende «sottoporre al fuoco della critica le contraddizioni del nostro presente»?
La rassegna sarà aperta, venerdì 4 ottobre, dal filosofo Umberto Galimberti; seguirà l’11 il chimico Gianfranco Pacchioni; il 18 ottobre arriva il filosofo Marco Guzzi; mercoledì 23 ottobre un fuori programma con Massimo Cacciari che parlerà del libro “La mente inquieta. Saggio sull’umanesimo”. Ed eccoci a venerdì 25 ottobre, quando Fusaro parlerà di “Pier Paolo Pasolini: j’accuse contro l’omologazione”. Venerdì 8 novembre tocca al filosofo Carlo Sini; venerdì 15 novembre ancora un filosofo, Salvatore Natoli; giovedì 21 novembre in programma il teologo Vito Mancuso. Chiuderà la rassegna venerdì 29 novembre il latinista Ivano Dionigi. Un bel parterre, non c’è che dire; ma chissà come si sentono questi illustri studiosi in compagnia del giovane turbo sovranista. Viene poi da pensare che la filosofia sia un club per soli uomini, visto che nel bel cartellone misanese non c’è neppure una pensatrice invitata. Davvero non ce n’era nessuna disponibile o adatta?
Cinema Astra ore 21, ingresso libero

Trasgressione e psicoanalisi
Una donna apre invece la nuova rassegna proposta a Rimini dall’associazione Jonas Italia: Sulla trasgressione nel contemporaneo. Una lettura psicoanalitica. Ospiti Silvia Lippi (11 ottobre), Aldo Becce (17), Massimo Recalcati (23), Alex Pagliardini (8 novembre), Francesco Giglio (23).
Jonas è una associazione fondata nel 2003 proprio da Recalcati, altra amatissima star, della psicologia in questo caso. «Nostro obiettivo è quello di essere una risorsa per tutto il territorio romagnolo – dice Federico Chicchi, presidente di Jonas Rimini –. Il nostro impegno è quello di collaborare con le istituzioni in iniziative e progetti di sensibilizzazione rispetto alla sofferenza e creare luoghi di incontro rivolti alla cittadinanza per fare rete intorno al disagio».
Scopo del ciclo, capire come la legge e la sua trasgressione agiscano oggi all’interno del discorso sociale. Magari ci aiuterà a comprendere anche Fusaro.
Libreria Riminese ore 18.30

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