Filiera dell’ortofrutta, l’Emilia-Romagna presenta i suoi gioielli

La filiera ortofrutticola italiana è una “squadra” che ogni anno vale oltre 15 miliardi di euro. Un patrimonio di 300mila aziende che, da sole, contano per più di un quarto dell’intera produzione agricola nazionale. Dati alla mano, l’anno scorso il segmento ortofrutta ha chiuso la quota export con la cifra record di 5,5 miliardi di euro (più 6% rispetto all’anno precedente) e un saldo della bilancia commerciale di oltre 1 miliardo di euro. A parte la Francia, crescono a valore i principali mercati di prodotto di sbocco: la Germania che vale quasi un terzo del mercato registra un +5%, l’Austria un +10%, Svizzera +8,2%, Regno Unito +7,8%. Nel mercato globale, l’Italia è il settimo esportatore di ortofrutta al mondo, il secondo in Europa (prima la Spagna che rimane il principale esportatore mondiale a valore). Con questi numeri, frutta e ortaggi rappresentano la seconda voce delle esportazioni agroalimentari italiane, superate solo dal vino (7,1 miliardi), insieme al quale si sono caricate sulle spalle il peso di portare i nostri sapori e profumi nel mondo.

In questo contesto, l’Emilia-Romagna gioca da sempre il ruolo di capofila, perché con i suoi 44 prodotti certificati ha, da sola, un patrimonio che oltrepassa i 3,3 miliardi di euro l’anno di giro d’affari. Una ricchezza che, tra l’altro, la rende regione leader in Italia per numero di prodotti Dop (ben 19) e Igp (ne abbiamo 25). Ecco perché quest’anno, per la prima volta, la Regione Emilia-Romagna sarà il partner di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta organizzata da Cesena Fiera. L’appuntamento è da oggi a venerdì all’interno del Rimini Expo Center, dove gli emiliano-romagnoli si metteranno appunto in vetrina con uno stand da 190 metri quadrati, all’intento dei quali si troveranno gli undici consorzi dei produttori delle Dop e Igp del settore ortofrutticolo.

Crisi e opportunità

Il ritorno di Macfrut a maggio, appena otto mesi dopo l’edizione dell’anno scorso che, causa crisi sanitaria, era stata realizzata a settembre, è la testimonianza di come il settore in generale abbia voglia di mettersi in luce come economia trainante del territorio e dell’intero Paese. E questo nonostante la crisi di appeal che, da tempo, sta purtroppo coinvolgendo tutto il segmento. Basti pensare che in dieci anni la sola Romagna ha perso qualcosa come il 40% della sua superficie frutticola. Da qualche tempo si mettono sempre più in mostra le storie di ragazzi anche giovanissimi che scelgono di tornare a mettere le mani nella terra, ma il percorso è ancora lungo. Tuttavia, l’ortofrutta è un settore che sta vivendo una profonda rivoluzione, nella quale protagonista è una tecnologia sempre più spinta che, forse, ancora non è possibile comprendere a pieno dove porterà, ma che sicuramente produrrà dei cambiamenti.

Tra l’altro, il concatenarsi di una doppia crisi come quella inflazionistica e geopolitica degli ultimi mesi, per assurdo potrebbe aprire le porte a business interessanti. Attualmente la medaglia sta mostrando il suo peggio, con costi maggiori e materie prime introvabili, ma quale sarà il rovescio? Secondo gli analisti si apriranno opportunità dettate dal bisogno e che coinvolgeranno in particolare l’agroalimentare. In primis il seminativo, ma anche la produzione interna di ortofrutta – considerando i costi crescenti del trasporto – potrebbe rivelarsi interessante.

La fiera

A discutere di tutto questo, nei prossimi tre giorni, ci penseranno gli oltre 830 espositori presenti al Macfrut in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, packaging, logistica e servizi; di cui il 28% stranieri), i principali player italiani del settore, i 500 buyer internazionali che si sono già accreditati e i rappresentati delle istituzioni. A inaugurare la 39esima edizione sarà infatti il ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, alla presenza della viceministra per gli affari esteri Marina Sereni e di tre ministri dall’Africa: dell’agricoltura di Etiopia e Uganda, la ministra dell’industria per il Niger.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui