Da sinistra Mirko Fontana e Massimiliano Zaccheroni, foto Fabio Blaco

FORLÌ. In due anni di vita ha contribuito a rivitalizzare un’area del centro storico troppo spesso degradata. Un segno del successo ottenuto da “La Fiasca”. I giardini “Annalena Tonelli” sono la sede di questo ristorante che, dopo anni di vicissitudini con precedenti gestioni, sembra aver trovato la formula giusta grazie agli sforzi, anche economici, e all’impegno dei due proprietari, Massimiliano Zaccheroni e Mirko Fontana, che hanno trasformato il locale in un punto di ritrovo per giovani, famiglie, professionisti, per colazioni, pranzi, aperitivi, cene, ma anche battesimi, matrimoni, feste di laurea. Il tutto in un ambiente caratteristico, con un mobilio vintage che richiama i bar di Parigi. Formula vincente sono anche gli eventi organizzati, che vanno dalla musica, alla presentazione di libri di artisti locali e nazionali, iniziative d’arte e collaborazione con cooperative sociali per dare modo a giovani con diversi gradi di disabilità di lavorare, come è accaduto con Anffas e Cavarei.

«Da una zona morta – spiegano Fontana e Zaccheroni – ne abbiamo fatto una zona piena di iniziative, dove spesso i parcheggi sono intasati per le presenze. Vengono persone anche da fuori. Nel week end facciamo 600-700 presenze. Inoltre provvediamo al mantenimento del parco che abbiamo anche sistemato con giochi per i bambini, in un’area che prima aveva spesso problemi di delinquenza. Ora non abbiamo mai avuto un problema di ordine pubblico. Pochi i problemi con i vicini. Però diamo lavoro da un minimo di 15 a 20 persone, lavoriamo con prodotti del territorio, collaboriamo con ForB per la pulizia dell’area verde. E quando siamo fuori Forlì la gente ci dice che viene in città per il nostro locale. Sicuramente la zona si è rivitalizzata. E non è finita. Nel parco si potrebbe fare qualcosa di più come un chiosco di piadina, un fiorista, un mercatino di Natale. Magari il Comune proseguirà il progetto di aprire il parcheggio interrato della Vittoria. Dare vita a Forlì si può, a Natale e Capodanno si è visto con il centro pieno».

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