foto Benjamin Kahn _ Cherish Menzo @ Bas de Brouwer

SANTARCANGELO. «Non tutto è perduto: se riusciamo a pensare in modi nuovi, allora saremo anche capaci di ripensare il mondo». (James Bridle, “New Dark Age”).

Il primo atto di “Santarcangelo festival 2050”, la cinquantesima edizione della più longeva manifestazione italiana dedicata alle arti della scena contemporanea, si terrà dal 15 al 19 luglio 2020. A causa dell’emergenza Covid 19 questo primo atto, nominato “Futuro fantastico” dalla direzione artistica di Motus, Daniela Nicolò e Enrico Casagrande, ha assunto nuovi tempi e nuovi luoghi, valorizzando sia le potenzialità degli spazi aperti di Santarcangelo, sia la creatività delle artiste e degli artisti invitati, sia le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per assistere in differita o in diretta ad alcuni dei tanti appuntamenti di questa eccezionale edizione. Non sarà dunque un festival on-line, ma per dare maggior opportunità di fruizione agli spettatori, dato che le capienze saranno limitate dalle norme vigenti, il canale Lepida TV della Regione Emilia-Romagna trasmetterà in diretta e in differita alcuni appuntamenti del programma, sia su grande schermo in Piazza Ganganelli, sia sul canale 118 della Regione, sia in streaming su www.emiliaromagnacreativa.it e lepida.tv.

Nato nel 1971, Santarcangelo festival è uno dei più prestigiosi e innovativi appuntamenti europei nell’ambito del teatro e della danza e anche quest’anno sceglie di mantenere il proprio ruolo di avanguardia, presentando creazioni con formati e contenuti inediti, capaci di interpretare la complessità del presente pandemico e articolando la propria programmazione in funzione di una mutata accessibilità.

Mentre il mondo è infiammato dalle proteste del movimento Black Lives Matter – la necessità di aprire questo malandato paese a pratiche vere e strutturate di accoglienza e rispetto delle diversità è sempre più urgente, anche di fronte all’emergere in modo sguaiato e minaccioso di rigurgiti fascisti e razzisti:  i palcoscenici di Santarcangelo non si sottraggono a questo confronto. L’opportunità di conoscere e riflettere su questi temi viene da tre progetti scenici molto diversi tra loro: L’Abisso, racconto di e con Davide Enia, che affronta l’indicibile tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo; Black Dick di e con Alessandro Berti, che ripercorre la storia e l’uso strumentale del corpo degli afroamericani da parte della società bianca; I sommersi e i salvati, della compagnia Fanny & Alexander con Andrea Argentieri.

Saranno numerose le artiste e gli artisti emiliano-romagnoli presenti al Festival, a comporre un panorama locale multiforme che anche in questa difficile situazione si dimostra eccezionalmente vitale, con numerosi debutti creati, fra mille difficoltà, in tempo pandemico, come nel caso di ZAPRUDER, che con la set performance ANUBI III invaderà uno spazio sorprendente del paese con un concerto di motori in equilibrio tra il minimo e il massimo dei giri; la coreografa e danzatrice Paola Bianchi presenterà una versione site-specific di Energheia, con le musiche composte ed eseguite dal vivo da Fabrizio Modonese Palumbo; Quotidianacom, alias Roberto Scappin e Paola Vannoni con il debutto di Tabù, affronteranno con una nuova drammaturgia i divieti che disubbidienza o trasgressione stentano a demolire. 

Il tema dell’identità e del genere sarà al centro anche di La Mappa del Cuore di Lea Melandri di Ateliersi con la cantante Francesca Pizzo, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi. Ancora a cavallo tra spettacolo e concerto su un corpo in trasformazione, che vive più sessualità e più età in una vita, ospiteremo Tiresias, tratto da Hold your own/Resta te stessa di Kate Tempest, nuova creazione della romana Giorgina Pi, un progetto di BLUEMOTION, con in scena Gabriele Portoghese. A chiudere questa serie che mette in discussione il binarismo, Motus riporta (in dono) al Festival, per il quale è stato creato nel 2015, il suo MDLSX con Silvia Calderoni, andato in scena quasi 300 volte in cinque continenti (ma mai presentato open air). 

Ad essere protagonista di Santarcangelo Festival 2050 non saranno solo artiste e artisti della regione ma anche la comunità locale, grazie ad alcuni speciali progetti partecipativi che coinvolgono gli abitanti del territorio.

Nonostante la pandemia globale abbia drasticamente ridotto la dimensione internazionale del Festival, sono state trovate altre modalità per ospitare alcuni progetti creati da significativi artisti della scena contemporanea, già programmati prima del lockdown. Data l’inaspettata apertura delle frontiere e la possibilità di adattare la loro performance all’aperto, sarà presentato dal vivo Sorry but I feel slightly disidentified…, assolo-duello sul tema dell’identità e degli stereotipi razziali interpretato da Cherish Menzo, performer olandese di ascendenza surinamese con la regia di Benjamin Kahn. A El Conde de Torrefiel, che avrebbe dovuto debutare al Festival con il progetto cinematografico in anteprima mondiale Mirar, posticipato al 2021, sono state chieste delle istruzioni per realizzare una performance a distanza, evocando le pratiche di Fluxus, in una prospettiva che inaugura una diversa eco-sostenibilità della creazione artistica e che offre l’opportunità di superare i tentativi di mediazione, digitalizzazione e bi-dimensionalizzazione dell’esperienza teatrale a cui si è assistito in questi mesi. È nato così Se respira en el jardín como en un bosque, un’azione site specific che coinvolge due persone alla volta. Simon Senn e Riccardo Benassi si congiungeranno invece al Festival da remoto, in dialogo con Giovanni Boccia Artieri e Laura Gemini: Senn con una conferenza-spettacolo dedicata al suo Be Arielle F., spettacolo che avrebbe debuttato in prima nazionale a Santarcangelo, e Benassi con il book e-launch di Morestalgia (edito da NERO publishing), una collaborazione fra Santarcangelo Festival e Live Arts Week di Bologna

Questa 50esima edizione pandemica del Festival, che tanto verteva anche nella versione originaria sul dialogo tra cinema e teatro, è concepita come un atto performativo lungo 5 giorni e le eccezionali modalità di rappresentazione trasformeranno il paese in un set cinematografico esploso.

Spazio poi alla musica dal vivonella splendida cornice dello Sferisterio verrà allestito un mini festival a cura di Nicolò Fiori dal titolo BISONTE, dall’omonima canzone dei Camillas a cui la rassegna è dedicata (in memoria di Mirko Bertuccioli, vittima del Coronavirus). Inoltre ogni pomeriggio dalle ore 16.00 alle 18.00 è previsto un incontro pubblico in modalità mista live/digitale, con relatori e spettatori presenti ed altri collegati online.

Il programma completo e dettagliato del primo atto di Santarcangelo Festival 2050 sarà presentato il prossimo 30 giugno in occasione della conferenza stampa, prevista a Santarcangelo di Romagna. 

Per tutta la durata del Festival sarà attiva una raccolta fondi a favore di Mediterranea Saving Humans.

www.santarcangelofestival.com

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