Feste abusive in spiaggia: l’ira di Indino di Confcommercio

«I bar, i chioschi, i ristoranti e i bagni che fanno ballare le persone gratuitamente sviliscono l’offerta turistica di Rimini». Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe provinciale, si scaglia contro le «dance night abusive, pubblicizzate attraverso i social network o il passaparola». E attacca: «Quando le persone penseranno a dove andare, penseranno “andiamo a Rimini tanto lì è tutto gratis”. Non lo diranno, però, come un complimento. Perché tutto questo va a scapito della qualità». Sono già molte le segnalazioni trasmesse alle forze dell’ordine e «se il buongiorno si vede dal mattino, avremo un’estate di abusivismo dilagante – prevede Indino –. Un’estate difficile da controllare se non si prendono provvedimenti immediati e decisi per stroncare un fenomeno che, se prima della pandemia era ridotto ad una decina di attività, ora sta dilagando su tutto il territorio». Fra l’altro, «ci si riempie la bocca delle parole sicurezza, legalità, concorrenza, ma nessuno prende provvedimenti per arginare questo fenomeno di abusivismo che danneggia le attività regolari e crea situazioni di enorme difficoltà su diversi fronti – aggiunge –. Da quello igienico-sanitario, con migliaia di avventori alle feste sulla sabbia senza adeguati servizi igienici, proprio dove qualche ora dopo giocheranno i bambini, fino a quello della sicurezza, con situazioni in cui basta una scintilla per innescare problemi di ordine pubblico». Senza dimenticare «la legalità, perché in questo tipo di attività non c’è nulla che certifichi i servizi e va da sé l’impossibilità di quantificare le imposte dovute e non versate. Quelle stesse imposte che invece pesano sui locali regolari: Iva, imposta sul pubblico spettacolo, diritti Siae, solo per citarne alcune. Inoltre, se un locale da ballo è controllato da organismi che certificano l’essere a norma, ciò non si può dire per questi luoghi improvvisati che sono terra di nessuno». Luca Balduzzi

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