Festa Artusiana. Le cucine sono spazi mentali

«La cucina è il riflesso di una condizione mentale». Lo dice Gian Franco Gasparini, architetto e designer, uno dei relatori attesi al convegno inaugurale della Festa Artusiana (sabato 22 giugno ore 17 a Casa Artusi) “La cucina di casa domani”. Lo è come spazio fisico, sempre più ampio e tecnologicamente attrezzato ma sempre meno vissuto, lo è come spazio dell’anima. «Fino ai primi del Novecento le cucine delle famiglie patriarcali, borghesi o contadine che fossero non c’era grande differenza nell’idea, semmai solo nella ricchezza dei pasti, erano essenzialmente luoghi di continua trasformazione del cibo – continua Gasparini –, oggi no, sono più che altro spazi che usiamo a Natale e poco altro, per ricevere ospiti e impressionarli. Tutti i giorni invece mangiamo fuori in pausa pranzo, al ristorante il week end e le nostre cucine non hanno più la funzione per cui sono nate». Complice un malinteso di fondo: cucinare ruba tempo. «A monte c’è proprio questa scelta: come utilizzare il nostro tempo, come organizzarlo. Ci hanno fatto credere che preparare il cibo è complicato e fuori dalla nostra portata, basterebbe portare come esempio la maionese, per farla serve poco e pochissimo tempo», entra in campo un’altra relatrice del convegno artusiano, Carol Povigna dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo dove cura il Food Lab. «Siamo tutti grandi spettatori di show cooking, ma non sappiamo più organizzare la nostra dispensa e di conseguenza mangiamo solo prodotti pronti che assembliamo dopo averli acquistati quasi a occhi chiusi, affidandoci a quello che il mercato ci propina, senza più scegliere, ponendoci sempre meno domande, senza più sapere da dove arriva il nostro cibo». Deleghiamo al mercato “il paniere” dei nostri ingredienti, ai robot da cucina, se va bene, il loro assemblaggio. «Nel perdere l’atto del cucinare – dice Carol Povigna – perdiamo solo una serie di conoscenze e saperi che un tempo venivano trasmessi naturalmente in casa, da genitori e nonni a figli e nipoti. Insieme perdiamo anche la nostra libertà di scelta e ci riduciamo che non sappiamo nemmeno più come organizzare lo spazio cucina, prima e dopo il momento della preparazione del cibo che mangiamo, momento che da sempre faceva parte dell’educazione emozionale di tutti noi». E a proposito di spazi, Gian Franco Gasparini sta progettando una nuova tipologia di cucina che di fatto è un ritorno: «Nelle cucine di inizio Novecento –riparte sempre da lì – gli spazi avevano una destinazione precisa: la madia per la farina, la dispensa, l’acquaio, la stufa. Oggi tutto è nascosto dietro pannelli uniformi, che non danno indicazioni su cosa sia contenuto dietro di loro. Sono tutte eccessivamente tecnologiche, e spesso non sappiamo cosa farcene. Oppure se usiamo le attrezzature non ci accorgiamo nemmeno che stiamo perdendo insieme alla sapienza di preparare il cibo anche i loro profumi, il gusto. Un esempio semplice? Il caffè. Pensate che sia una perdita di tempo macinarlo e metterlo in una moka, rispetto ad inserire una capsula in una macchinetta. Non è vero, il tempo è analogo e poi con quei pochi secondi di differenza esattamente, cosa pensavate di farci? Intanto vi siete persi anche l’aroma del caffè, che attraverso la capsula non avete sentito». Di questo e molto altro si parlerà nel convegno inaugurale della Festa Artusiana, che intende valorizzare il tema della cucina domestica, cuore dell’attività di Casa Artusi, riflettendo sul ruolo effettivo, mutato e mutevole, che esso ha assunto e sta assumendo nella società contemporanea. Si torna sempre lì: tutti parlano di cucina pochissimi cucinano, tanti si dicono intenditori di grandi prodotti poi acquistano al discount. Casa Artusi «si oppone anzitutto con una analisi critica di questo fenomeno, accennato succintamente nella sola sfera domestica, e con un rilancio di una cucina che è cultura e non semplicemente spettacolo» dicono gli organizzatori. Interverranno: Alberto Capatti (direttore scientifico di Casa Artusi) sul tema “Quattro salti in padella”, Marco Dalla Rosa (Università di Bologna) “La cucina di casa nel mondo globale”, Carol Povigna ( Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) “L’Artusi nella formazione del professionista: l’esperienza del Pollenzo Food Lab”, Gian Franco Gasparini ( architetto e designer ) “Lo spazio della cucina”, Carlo Cambi, (giornalista, Università di Macerata) “La cucina domestica al tempo del food delivery”, Massimo Montanari, presidente del Comitato scientifico di Casa Artusi

LA CUCINA DI CASA DOMANI

Il convegno intende valorizzare il tema della cucina domestica, cuore dell’attività di Casa Artusi, riflettendo sul ruolo effettivo (mutato e mutevole) che esso ha assunto e sta assumendo nella società contemporanea. Tutti parlano di cucina pochissimi cucinano, tanti invocano la tradizione pochissimi la frequentano, molti sono diventati intenditori di grandi prodotti poi acquistano al discount o si affidano al food delivery. Il prossimo, immediato futuro della nostra cucina è ben noto. Acquisti online degli ingredienti e consegna a domicilio, la robotic kitchen , unica cuoca e cameriera, e in assenza, fornitura del piatto inscatolato e conservato, sempre a domicilio, con una casa che è protagonista solo come home restaurant. Se si aggiunge uno spazio domestico sempre più esiguo è facile pensare oggi a due macchine, frigo e microonde, e null’altro. Al presente-futuro, Casa Artusi si oppone anzitutto con una analisi critica di questo fenomeno, accennato succintamente nella sola sfera domestica, e con un rilancio di una cucina che è cultura e non semplicemente spettacolo.

Intervengono: Alberto Capatti (Direttore scientifico di Casa Artusi), Quattro salti in padella, Marco Dalla Rosa (Università di Bologna), La cucina di casa nel mondo globale, Carol Povigna ( Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ) L’Artusi nella formazione del professionista: l’esperienza del Pollenzo Food Lab, Gian Franco Gasparini ( designer ) Lo spazio della cucina, Carlo Cambi, ( giornalista, Università di Macerata ) la cucina domestica al tempo del food delivery. Modera Massimo Montanari, Presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi.

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