Ferruzzi è il manager del turismo per Cesenatico

C’è il nome del consulente che dovrà traghettare nuova immagine, promozione turistica e marchio di Cesenatico verso il futuro.

È un esperto di lungo corso e provata esperienza: il 56enne faentino Massimo Ferruzzi, a cui è stato affidato l’incarico per tutto il 2022. Un manager esperto nel marketing, per lo sviluppo di politiche a favore del territorio turistico, di creazione di sistemi aggregati d’impresa e di indagini di mercato. Nutrito l’elenco degli incarichi, progetti e consulenze al suo attivo sia nel settore pubblico che privato.

Ferruzzi a Cesenatico ha già avviato il percorso progettuale di consultazione che dovrebbe portare alla Dmo, la Destination Management Organization. Obiettivo è di far sì che con la collaborazione di amministrazione comunale e associazioni di categoria, che siedono insieme nella Consulta turistica, sia sempre più attiva e riconoscibile la destinazione Cesenatico sul mercato turistico globale e come meta di vacanza e soggiorno. A brevissimo si concluderà il primo giro di “consultazioni” con le associazioni.

Abbottonato il manager su quanto è stato detto in questa prima fase. «Siamo alle primissime fasi – dichiara – Serve fare il punto di quelle che sono le idee e le proposte delle associazioni che sto al momento incontrando separatamente. Dopo averle incontrate parlerò con i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Possiamo dire che sono incontri conoscitivi fondati già su buone basi di partenza. Si è discusso con ciascuna di quelle che dovranno essere le possibili forme organizzative, gli impegni, la visione turistica che Cesenatico dovrà darsi. Dei punti di convergenza sui quali occorre lavorare e sviluppare insieme. È l’avvio di un percorso non sempre facile, per il turismo occorre una valutazione molto attenta. Sono certo che i risultati verranno. Io ho l’incarico per tutto il 2022 di collaborare per questa fase. Gli incontri avuti sono stati positivi. Le associazioni hanno manifestato disponibilità sia per il soggetto che si dovrebbe creare, sia per le attività da svolgere. Ogni associazione ha proposto una visione, d’altronde in questa fase è normale sia così. Ciascuno esprime delle valutazione, tra le quali anche l’aspetto della commercializzazione per la quale ci sarà tutto un lavoro da sviluppare».

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