Ferrovie, Faenza-Firenze spera nei nuovi treni a idrogeno

Se c’è un settore nel quale la rivoluzione verde sta agendo e continuerà ad agire con forza e innovazione, questo è sicuramente quello dei trasporti. Lo si è visto con l’arrivo sul mercato delle auto ibride e full elettriche, a cui sono seguiti piani di restyling delle città per realizzare parcheggi pubblici dotati di colonnine di ricarica, poi sono arrivati i primi autobus, che piano piano andranno sempre più a sostituire il parco mezzi oggi presente. E ora l’epoca della combustione green sbarca anche nel mondo delle rotaie, con un piano di 11 progetti pilota orientati alla decarbonizzazione inseriti all’interno del Pnrr e che coinvolge anche la Romagna. Il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, nei giorni scorsi, ha infatti divulgato una lista di ferrovie ammesse alla conversione a idrogeno, in sostituzione del gasolio utilizzato per gli attuali “Minuetti”. Tra queste è spuntato anche il nome della linea “Faentina” Firenze-Faenza, gestita interamente dalla Regione Toscana e che corrisponderebbe in pieno ai requisiti richiesti, anche per via del traffico passeggeri che sostiene e per i risvolti turistici. Tra l’altro, si tratta di una delle poche ferrovie non elettrificate rimaste in Emilia Romagna insieme alla Faenza-Lavezzola, che non rientra nella lista partorita negli uffici romani, ma che in futuro potrebbe diventare anche lei idrogeno-servita. Alla stesura del progetto sta chiaramente partecipando anche Rete ferroviaria italiana (Rfi) che, in quanto titolare della rete, fa parte del pool di esperti chiamati a redigere le linee della transizione ecologica nel settore.

Treni del futuro

Ma come saranno i treni del futuro? La risposta la si può cercare guardando alle innovazioni messe sul mercato dal colosso industriale francese Alstom, produttore di treni impegnato nella realizzazione del primo progetto pilota di ferrovia a idrogeno in Valcamonica, dove il committente Ferrovie Nord Milano ha investito 160 milioni di euro per collegare la linea Brescia-Iseo-Edolo acquistando sei treni da 500 persone l’uno (con opzione per altri otto) che dovrebbero entrare in funzione da dicembre del 2023. Gli stessi mezzi potrebbero essere quelli utilizzati anche a Faenza? Al momento la domanda non ha una risposta, perché la progettazione e realizzazione dei mezzi dovrà essere oggetto di un bando di gara. Tuttavia, capirne le caratteristiche permette di dare uno sguardo di massima al futuro dei trasporti italiani e romagnoli.

Il modello in fase di sviluppo si chiamerà “Coradia Stream” e, a differenza del Coradia iLint sempre di Alstom attualmente utilizzato in Germania e Austria, sarà adatto per la percorrenza di lunghe distanze. La versione Stream, scendendo nel dettaglio, diventerà così il secondo treno passeggeri al mondo alimentato da una cella a combustibile a idrogeno, che produce energia elettrica per la trazione. Questo treno a zero emissioni produce un basso livello di rumorosità, in quanto lo scarico è costituito da solo vapore e acqua condensata. Innovativi saranno inoltre la capacità del Coradia in materia di: conversione di energia pulita, stoccaggio flessibile dell’energia nelle batterie e gestione intelligente della potenza di trazione e dell’energia disponibile.

Tempi e impatto

Parlando di tempistiche, una volta ottenuto il sì una realtà come Alstom ha dichiarato di poter rispettare tempi di consegna che si aggirano intorno ai 36 mesi dall’ordine. L’aspetto più importante è però l’impatto ambientale, la cui riduzione sembrerebbe notevole. Un solo treno diesel, nel suo servizio annuale di circa 100mila chilometri, emette mediamente 700 tonnellate di CO2, l’equivalente di 400 auto; nel caso della linea Brescia-Iseo-Edolo, con il passaggio da treni diesel a treni a idrogeno e considerando una flotta di 14 treni – assicurano da Alstom – si avrà un risparmio di emissione di gas inquinanti in atmosfera di circa 10mila tonnellate all’anno. Insomma, un passo importante verso il trasporto sostenibile, di cui Faenza e Firenze vogliono entrare a far assolutamente parte. Non a caso la Toscana è già all’opera per costruire una stazione di stoccaggio ed erogazione dell’idrogeno per caricare i treni. La notizia della Firenze-Faenza nelle prospettive del Pnrr ha trovato il plauso dell’assessore regionale alla mobilità sostenibile e trasporti, Andrea Corsini, ma soprattutto del presidente di Terminal container Ravenna, Giannantonio Mingozzi, che vede in questo progetto una prospettiva di crescita per il porto commerciale romagnolo.

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