Faenza, l’omicidio di Ilenia: processo al via il 18 ottobre

La data è stata fissata. La mattina del 18 ottobre prossimo per Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri si apriranno le porte della Corte d’Assise al piano terra del palazzo di giustizia di Ravenna. Quel giorno i due 54enni dovranno rispondere dell’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne assassinata la mattina del 6 febbraio scorso dentro la sua casa a Faenza.

A ucciderla a coltellate è stato il reo confesso Barbieri, detto “lo Zingaro”, a suo dire su richiesta dell’ex marito Nanni, col qualche avrebbe pattuito un compenso di 20mila euro e una macchina usata.

Un’accusa, quella mossa dal killer, che il meccanico 54enne ha smentito sin dal primo giorno.

Nella testimonianza da lui resa al magistrato dopo la misura cautelare in carcere emessa nei suoi confronti dal gip il 3 marzo, l’uomo ha infatti ammesso di aver ingaggiato Barbieri e di averlo istruito per entrare dentro quella villetta nella quale abitavano l’ex moglie insieme a loro figlia, ma di averlo fatto solo per spaventare Ilenia, nella speranza, a suo dire, che così facendo decidesse di diminuire le proprie pretese in sede civile, dove era in corso la causa di lavoro per un valore di 500mila euro.

I due imputati, per i quali pochi giorni fa il pubblico ministero Angela Scorza ha chiuso le indagini chiedendo il giudizio immediato, dovranno rispondere della grave accusa di omicidio volontario aggravato in concorso.

A giudicarli saranno due giudici togati (il presidente della Corte d’Assise e il magistrato a latere) e sei giudici popolari.

Il decreto

Il decreto di giudizio immediato, che fissa la data di inizio del processo, è stato notificato nella primissima mattinata di ieri agli avvocati difensori: il ravennate Francesco Furnari per il presunto mandante Claudio Nanni e il forlivese Marco Gramiacci per il sicario Pierluigi Barbieri.

Durante le prime fasi delle indagini della polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica, Arianna Nanni aveva tra l’altro difeso il padre, nonostante le parziali ammissioni da lui stesso fatte, dando quindi a Barbieri tutta la responsabilità per la morte della madre. Ora, però, la giovane tutelata dall’avvocato Veronica Valeriani ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro il padre e Barbieri. Ci sarà quindi anche lei, lunedì 18, in aula per avere giustizia su quell’efferato femminicidio. Tra l’altro, nei giorni scorsi, Claudio Nanni ha ricevuto in carcere una lettera con esplicite minacce di morte. Una missiva nella quale si dice che Barbieri avrebbe intenzione di ucciderlo proprio nel corso delle udienze in Corte d’Assise, con un coltello da lui realizzato da una scatoletta di tonno. L’avvocato Gramiacci ha smentito ogni accusa, tuttavia il carcere di Ravenna ha deciso di adottare delle misure di sicurezza. La cella di Barbieri, che si trova invece a Forlì, in seguito a questo episodio è stata oggetto di una perquisizione, che ha però dato esito negativo. Inoltre, essendo rimasto colpito e amareggiato delle accuse, il cervese ha deciso di sporgere denuncia.

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