Fellini Museum, inaugurato il Palazzo del Fulgor

Con l’inaugurazione del riallestimento dell’edificio settecentesco che ospita il leggendario cinema Fulgor e con l’apertura del “Bosco dei nomi” in piazza Malatesta, Rimini completa il polo museale diffuso dedicato al genio di Federico Fellini che lo scorso 19 agosto ha visto inaugurate le sale di Castel Sismondo.

Il Palazzo del Fulgor, dagli spazi più raccolti rispetto a quelli di Castel Sismondo, è luogo deputato all’informazione, allo studio e alla ricerca.

Al primo piano il visitatore ha la possibilità, attraverso un Archivio digitale, di muovere i primi passi nel grande repertorio di disegni, lettere e testimonianze che compongono il Fondo Federico Fellini del Comune di Rimini. Materiali digitalizzati che, esposti in parte anche in originale nelle sale dello stesso Palazzo o a Castel Sismondo, possono essere qui visionati e interrogati.

Al secondo piano, nella Stanza delle parole ascoltiamo la voce suadente, intima e autobiografica di Fellini, marca identitaria del suo mito. La sensibilità di Fellini per il fattore fonico e vocale ci accompagna poi nel plasma luminoso della Casa del mago, dove si incontra il regista che chiede aiuto all’esoterico e cerca contributi mistici in grado di ampliare il suo raggio d’azione poetica. Nel Cinemino possiamo rivedere l’intera sua opera, e comprenderne l’assoluta importanza a livello internazionale, mentre il Convivio è uno spazio, cinematografico sin nell’arredo, in cui attivare conoscenze felliniane. Spazio appunto conviviale, in cui gli Armadi archivio ci accompagnano nella vita, nelle opere, nelle amicizie di Fellini e le Moviole cittadine consentono attraversamenti e rimontaggi digitali di alcuni estratti dei film del regista riminese. La modalità di accesso ai contenuti rimanda alle classiche moviole cinematografiche e attiva una esperienza diretta e ludica dell’universo felliniano.

Altre visioni felliniane si succedono al terzo piano di Palazzo del Fulgor. Nata ben prima del cinema, la lanterna magica è una fonte d’immaginazione popolare, di alimentazione emotiva e culturale che Fellini ricrea, enorme, nel suo Casanova: nel ventre della balena femmina, dove Casanova incontra la gigantessa, è la lanterna magica a proiettare immagini e disegni di corpi femminili. Lo spettacolo della lanterna si colloca in una prospettiva storiografica che cerca di comprendere i debiti del cinematografo nei confronti di questa sua progenitrice: per Fellini la lanterna magica è uno show capace di inaugurare quella disposizione alla meraviglia e all’invasione interiore da parte di immagini archetipiche sviluppata poi dal cinematografo. Un nugolo di esperienze, sensazioni, racconti emerge quale traccia di una grande mitologia collettiva, sino a lambire gli orizzonti celesti che vediamo nel fascinoso Cielo felliniano, con le dodici costellazioni che richiamano, ancora una volta, la passione di Fellini per il divinatorio, il profetico e l’occulto. Nelle Altane si aprono infine davanti ai nostri occhi altre magie: proiettate sui sottostanti Cinemino e Casa del mago scrutiamo immagini incantatorie e alcune scene madri dei grandi film del maestro riminese.

Il terzo piano è dotato anche di una serie di confortevoli sedute, di uno spazio bar, e di alcune teche espositive.

Ad accogliere i visitatori in piazza San Martino, all’ingresso del Palazzo del Fulgor vi è la grande scultura in jesmonite che effigia la rinocerontessa protagonista di alcune delle scene più potenti e suggestive dell’immaginifico film felliniano E la nave va, oggi simbolo dell’intero polo museale.

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