Fellini e Sordi, un'amicizia durata 50 anni

RIMINI. Sei mesi di separazione. È il tempo che passa tra la nascita di Federico Fellini (20 gennaio 1920) e quella di Alberto Sordi (15 giugno 1920). Gli amici Federico e Alberto, ora di nuovo uniti nelle celebrazioni per i rispettivi centenari.
Il regista e l’attore.
Insieme diventano celebrities con quel “piccolo” film, “I vitelloni” (1953), in occasione del quale il regista riminese dovette imporsi con la produzione per affidare a Sordi la parte del vitellone mammone e piagnone Alberto. E lui sarà attore rivelazione: immortale ormai nella celebre scena del gesto dell’ombrello ai «lavoratoriiii…», grandioso ancor più nell’episodio della festa di Carnevale, ubriaco con in braccio la maschera (creazione uscita dalle abili mani degli artigiani del Carnevale di Viareggio) che raffigura un testone d’uomo. All’uscita dalla festa, mentre l’amico Moraldo cerca di sorreggerlo, dà vita ad un dialogo dalle sfumature tra il pirandellesco e il beckettiano: «Ma chi sei? Non sei nessuno, non siamo nessuno, tutti quanti, tutti…».
Carlo Verdone, suo grande fan, figlio d’arte, epigono, lo dice chiaramente nella prefazione al volume “Alberto Sordi” di Alberto Anile, dato alle stampe in occasione del centenario dal Centro Sperimentale di Cinematografia insieme a Edizioni Sabinae: «Bisogna stare molto attenti a “I vitelloni”, perché lì Fellini anticipa tutta quella che sarebbe stata la carriera di Sordi: c’è la follia, c’è lui mascherato da clown col testone di carnevale, c’è lui moralista, che difende la madre che piange perché la sorella s’è messa con uno sposato…».
Prima ancora, con l’amico Fellini c’era però stato “Lo sceicco bianco”, dove il futuro Albertone nazionale già «metteva in campo tutta la sua follia, la sua improvvisazione» sottolinea ancora l’attore e regista romano. «Con lui – continua Verdone – Fellini fece molto poco, me lo disse lui stesso: “Lo lasciai andare, era così giusto. Gli spiegai quello che volevo e lui lo fece”. Le battute di Sordi nello “Sceicco bianco” sono di Sordi».
“Roma”
La collaborazione tra Fellini e Sordi è limitata, almeno nelle filmografie ufficiali, a “Lo sceicco bianco” e “I vitelloni”. Per ognuno dei due artisti e amici – si erano conosciuti a Roma a ridosso del secondo conflitto bellico – si aprono infatti a metà anni Cinquanta nuove, luminose, strade. Ma ci saranno in realtà ancora altre occasioni di lavoro insieme. La meno nota, quella per il film del regista riminese “Roma” (1972), dove Sordi c’è in un intero episodio cameo… ma in realtà non c’è. Non c’è infatti nella versione finale del film, che venne alla fine tagliata, ma la scena che Fellini chiese all’amico di girare interpretando se stesso è stata oggi recuperata come extra nel Dvd uscito nel 2016. Sordi era stato inserito durante l’episodio della “Festa de noantri”, ambientata a Trastevere, poi Fellini cambia le carte sul set e lo fa intervenire durante uno scontro tra polizia e un gruppo di hippy. Ne verrà fuori un «sapido ritrattino di Sordi che gongola davanti alla brutalità della forza pubblica» lo descrive Alberto Anile. La scena, secondo la testimonianza ancora di Verdone, sarebbe stata tagliata su richiesta di Sordi («No Federi’, te prego, tagliala, faccio una brutta figura…»). Nel film era previsto anche un cameo con Marcello Mastroianni. Anche quello tagliato. Restò, come è noto, solo quello, “aureo”, di Anna Magnani: l’ultima sua apparizione.
“Il tassinaro”
Alcuni anni dopo sarà invece Sordi a chiamare l’amico Federico per un cameo nel film “Il tassinaro” (1983), e ne verrà fuori un episodio in cui l’attore romano (qui anche regista) si sdoppia nei ruoli dell’autista di taxi che preleva il famoso regista che deve raggiungere Cinecittà e in quello di se stesso. Occasioni sfumate furono quelle legate ai film “Satyricon” (Fellini annuncerà alla stampa di avere pensato a Sordi per il ruolo di Trimalcione), “Tre passi nel delirio”, e poi per il “Casanova” per il quale Sordi farà anche un provino finito in uno special televisivo.
Un’amicizia di 50 anni
Quello tra Federico Fellini e Alberto Sordi non fu «solo un incontro di lavoro, ma un’amicizia di oltre cinquant’anni, tutta la vita» ricorderà l’attore in una intervista a Repubblica in occasione dei funerali a Roma del regista (2 novembre 1993). E in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera «posso solo chiudere gli occhi e pensare a lui, Federico Fellini», disse, spiegando di non volere offrirsi alle telecamere per ricordare una persona che gli era particolarmente intima. «È chiudendo gli occhi – scrisse ancora – che mi riappare il magro amico della gioventù, un diciottenne appena arrivato a Roma con una cartella di sogni e con in tasca, tra mozziconi di matite e piccoli taccuini da aspirante giornalista e disegnatore, la capacità di reinventare e ricreare la realtà. Io, che per una mai persa abitudine scolastica chiamo tutti per cognome, feci subito amicizia con quel magro Lucignolo romagnolo che, naturalmente e istintivamente per me divenne e restò poi sempre e soltanto Federico. Lo restò davvero, in tutti i sensi. Io ho visto cambiare tanti amici, tanti conoscenti con il successo e il potere e la stima degli altri: Federico no. Ideologicamente e umanamente è rimasto sempre lo stesso, chiuso nel suo magico e universale cerchio di fantasia e di immagini».
News
Ai centenari di Federico Fellini e di Alberto Sordi è dedicata la terza edizione della rassegna “Fare cinema”, dal 15 al 21 giugno su Ray Play. L’iniziativa del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, nata per promuovere l’industria cinematografica italiana nel mondo, propone infatti una masterclass del critico cinematografico Gianni Canova sulla vita e la carriera di Alberto Sordi. Un percorso attraverso personaggi indimenticabili, da “Un americano a Roma” a “Il conte Max”, che hanno fatto di Sordi uno degli attori italiani più celebri di tutti i tempi. È invece affidata a Gianfranco Angelucci, già collaboratore di Fellini, la masterclass, sempre su Rai Play, dedicata a vita e carriera di Federico Fellini.
Riparte dall’Asia il tour ufficiale dei capolavori di Fellini restaurati in 4K da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna e Csc-Cineteca Nazionale. Il primo appuntamento post lockdown si svolgerà a giugno, in collaborazione con lo Shanghai international film festival. Seguirà il Taipei golden horse film festival (24 luglio – 13 agosto), con una retrospettiva completa di Fellini. Dal 31 luglio al 20 agosto una selezione di 12 film sarà invece presentata dalla società di distribuzione giapponese Mermaid Films in collaborazione con Luce-Cinecittà a Tokyo. A chiudere il tour asiatico della retrospettiva “Fellini100” sarà l’Hong Kong international film festival che alla fine di agosto ospiterà tutti i film di Fellini restaurati digitalmente in 4K.

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