RIMINI. Due mostre, due convegni, una serata evento, una ricerca storiografica, un catalogo, un docufilm e un libro degli Atti. “Ho bisogno di credere” è il suggestivo e multiforme progetto che ha preso il via oggi da Rimini con l’inaugurazione della mostra omonima al Museo della Città. Una seconda esposizione, dal titolo “Il divino amore di Fellini”, allestita sempre al Museo della Città (fino al 17 ottobre 2020), ha completato il programma odierno. Tutta l’iniziativa intende indagare e analizzare il rapporto tra Fellini e il Sacro: simboli, immagini e parole. Un aspetto poco frequentato, finora, dalla critica; eppure tutta la poetica di Fellini è pervasa di religiosità. Ed è pure presente – con tratti più sarcastici – l’incontro con la realtà “romana” della gerarchia ecclesiastica.
<Ho bisogno di credere. – affermava il regista riminese 5 volte Premio Oscar all’amico e giornalista Sergio Zavoli – È un bisogno né vivo né maturo, per la verità, un bisogno infantile di sentirmi protetto, di essere giudicato benevolmente, capito e possibilmente perdonato>.
“Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro ”è promosso dalla Università Pontificia Salesiana – Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale; dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro e dal centro culturale Paolo VI di Rimini, in occasione del centenario della nascita del regista riminese.

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