Federico Baroni, “Chilometri” di musica per Merlo l’amico scomparso

È uscito lo scorso 1 marzo “Chilometri”, il nuovo brano del giovane artista romagnolo Federico Baroni (nato a Cesena nel 1993, cresciuto a Rimini, già protagonista nel 2017 di Amici) scritto con Raige e prodotto da Riccardo Scirè. Si tratta di una dedica all’amico Michele Merlo, uscita nel giorno in cui il giovane artista, scomparso quest’estate a causa di una leucemia fulminante, avrebbe compiuto 29 anni. È un singolo diverso dai precedenti, in cui i chilometri diventano metafora delle canzoni che danno vita al viaggio di un artista.

Baroni, com’è nata l’idea?

«“Chilometri” è nata dall’esigenza di voler rendere omaggio a un amico, Michele Merlo, che mi ha lasciato tantissimo e che è stato molto importante per me. Insieme abbiamo vissuto tante esperienze, siamo cresciuti e mi ha anche fatto tanto riflettere in alcune circostanze. Nei mesi successivi alla sua scomparsa sono stato travolto da un mare di pensieri che ho riversato nella canzone. “Chilometri” è il modo per ringraziare Michele per quello che mi ha lasciato e farlo con una canzone, attraverso la musica, è il modo più sincero a cui abbia potuto pensare. Perché fare musica e arrivare al cuore delle persone era il nostro sogno in comune».

Ci spiega il titolo?

«I chilometri sono la metafora del viaggio che un artista compie per scrivere musica. Può essere un viaggio reale o metaforico, ognuno di noi compie un viaggio in tutto quello che fa nella vita quotidiana per raggiungere un obiettivo o realizzare un sogno. Michele viaggiava anche tantissimo con la mente e con la musica, che rappresentava per lui una via di fuga dalla realtà».

Questa canzone è dedicata a Michele Merlo, scomparso troppo presto. Cosa vi univa?

«Il nostro era un rapporto di amicizia fortissimo. Era un rapporto di amicizia vero e sincero, fatto anche di litigate e distanza di mesi. Eravamo diversi, io più spensierato, lui più riflessivo, ma sapevo che potevo contare su di lui sempre e con sincerità. Ci completavamo per le nostre differenze, e proprio per questo a volte ci scontravamo, ma il nostro è stato sempre un legame forte e anche nei momenti di lontananza, trovavamo sempre il modo per riunirci».

Per lui la musica cosa rappresentava?

«La musica rappresentava una via di salvezza per scappare da tutti i pensieri. Era insicuro, a volte rimuginava anche tanto sulle cose e la musica quindi per lui era una valvola di sfogo, un modo per comunicare agli altri il mondo che aveva dentro. Ho cercato di descrivere cosa fosse per lui la musica proprio in questo brano: un viaggio, una ricerca, un amore».

E il sogno per voi due?

«Il nostro era un sogno condiviso, quello di fare musica e condividere le nostre canzoni con il pubblico. Questa canzone è anche la mia promessa a lui di riuscire a realizzare i nostri sogni anche per ricordarlo. Lui non ha più la possibilità di poter realizzare questi sogni, quindi tocca a me come amico di farcela anche per lui».

Nella canzone parla di un viaggio e di molti chilometri fatti insieme, la musica quindi diventa metafora della vita?

«Esatto sì, i chilometri sono le esperienze che viviamo ogni giorno e che ci fanno crescere. La musica è quindi anche una metafora del viaggio della nostra vita».

Cos’è rimasto di Michele Merlo, secondo lei?

«Rimarranno le sue canzoni, il ricordo della sua persona, che spero di far vedere anche con il video di “Chilometri”. Per molti, Michele era un introverso e un taciturno, quando in realtà aveva fame e voglia di vita. Spero che sia il primo passo per tenere viva la sua musica e il suo ricordo».

Il brano è sostenuto dall’associazione Romantico Ribelle, nata in ricordo di Michele e presieduta dalla famiglia.

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