Faventia Sales, la diocesi lascia le quote

Passaggio di testimone all’interno dei Faventia Sales, la società a partecipazione pubblica che gestisce il rigenerato complesso degli Ex Salesiani: la Diocesi di Faenza-Modigliana ha infatti annunciato ieri la cessione delle proprie quote, corrispondenti all’8% del totale. Restano soci con il 46% il Comune, con il 31% la Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza e con il 15% Crédit Agricole. A subentrare alla Diocesi sarà Ar.Co Lavori, società cooperativa consortile con sede a Ravenna che opera nel mercato delle costruzioni impiantistiche e edili: per ora manca l’ufficialità e si parla di «concreto interesse», ma Ar.Co ha firmato congiuntamente con la Diocesi il comunicato in cui si annuncia il cambio di soci.

«In caso di perfezionamento dell’accordo – aggiungono i due soggetti – la Diocesi continuerà comunque a fare parte del progetto attraverso una forte relazione con Faventia Sales e con i luoghi del complesso Ex Salesiani come partner privilegiato nella definizione di progetti legati alla cultura, all’educazione e alla formazione, secondo i principi dell’opera salesiana. Una presenza anche fisica attraverso l’occupazione degli spazi della sacrestia da parte dell’Associazione ex Allievi».

Una decisione nell’aria già da tempo, presa «in accordo con gli altri soci» nella convinzione che, «portati a termine gli obiettivi di rigenerazione degli spazi, il proprio ruolo nell’attuale veste sia terminato», e con l’intenzione di mettere, ora, «i contenuti e non il contenitore al centro delle attività».

Prime reazioni politiche

Il primo commento non è tardato ad arrivare: ad esprimersi sulla vicenda è infatti il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Bertozzi, che in consiglio comunale e fuori sta ingaggiando un muro contro muro con il Comune proprio sulla gestione di Faventia Sales. «La notizia di per sé potrebbe apparire come una semplice operazione societaria, peccato che socio di maggioranza relativa sia il Comune di Faenza, e peccato che la finalità dell’ente pubblico non sia quella di detenere quote di partecipazione in una società immobiliare con una connotazione sempre più imprenditoriale e privatistica».

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia l’uscita della Diocesi «è la cartina di tornasole di come la struttura e la missione della società stiano cambiando». La responsabilità, per Bertozzi, è ancora una volta del Comune. «Più volte ho sottolineato questioni tecnico-legali circa l’impossibilità per il Comune di continuare a detenere una partecipazione in Faventia Sales per palese contrasto con la cosiddetta Legge Madia – conclude –. Di questo ho interessato e interesserò ulteriormente la competente autorità giudiziaria, ma qui si apre un problema politico».

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