Una lunga tavolata imbandita sul ponte di San Martino ha accolto due sere fa una settantina di commensali, che sono diventati testimoni di quanto quel luogo sia pieno di magia. Quell’evento, molto suggestivo anche grazie a un allestimento curatissimo, a partire dalle luci e all’attenzione al distanziamento anti-Covid, ha confermato quanto quello scorcio a ridosso del centro storico meriti di essere valorizzato e vissuto più di quanto non si sia fatto finora.

In questi anni l’associazione “Michelangelo” se ne è presa cura, facendone un punto di riferimento per le persone alle prese con disagi psichici: il sodalizio impegnato per la loro inclusione ha infatti la propria sede all’interno della porta che sormonta il ponte. Però c’è sempre più necessità di qualche lavoro più sostanzioso su quel pezzo di storia e per questo Alex Cavallucci, presidente di “Michelangelo”, sta valutando di promuovere una raccolta fondi proprio per questo scopo, attraverso una piattaforma di crowdfunding.

Intanto, è stato in prima linea con la sua associazione nell’organizzazione della cena sul ponte, nata in sinergia con “Acquadolce”, la pasticceria “Matteo”, Benedetta Neri Planner e “ZeRaw”. È stato un successone ed è la prova che quello spazio si presta ottimamente anche a ospitare iniziative con un’impronta imprenditoriale. Sarà però doveroso non snaturarne la valenza storica e sociale e ricordarsi che è un patrimonio pubblico che appartiene all’intera comunità cesenate.

Pochi lo sanno ma su quel ponte hanno messo piede personaggi famosi in tutto il mondo. Nel 1797 Napoleone Bonaparte entrò a Cesena, scortato da cento ussari, passando proprio sotto l’arco di Porta Fiume. Nell’estate del 1770, quando aveva 14 anni, era passato da lì anche il genio della musica Mozart, in compagnia del padre. E nel secolo seguente ci sono fonti che indicano che nel 1849 l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi si diresse dal ponte di San Martino fino al “Leon d’oro” in piazza del Popolo, dove soggiornò.

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