Fare turismo a cavallo in Emilia-Romagna: le mete più suggestive

A un certo punto il tempo è un po’ come se si fermasse. Non c’è più la città, ma ci sono ampie vallate o colline da superare. Quando si fa tutto questo a cavallo si sceglie una soluzione eco-sostenibile che rinnova il millenario rapporto tra l’uomo e gli equini. Farlo in Emilia-Romagna può voler dire partecipare a questi itinerari che ben si prestano a lunghe passeggiate. «Siamo una delle Regioni con il maggior numero di iscritti in Italia, 1420 in circa 50 centri – spiega Umberto Golinelli, Presidente del regionale di Fitetrec-Ante, la Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec affiliata alla Fite (la Federazione internazionale di turismo equestre) – I maggiori concentramenti sono in Emilia, tra Reggio, Parma, Bologna. Ma anche in Romagna ci sono luoghi fantastici dove poter prendere parte a un’iniziativa legata al turismo equestre». Oltre alla pianura e a luoghi come Marina Romea, il Montefeltro e poi l’area di Bagnodi Romagna ben si prestano a un momento all’aria aperta.

Suggerito è il viaggio in piccoli gruppi perché, prosegue il Presidente del Comitato Regionale, «possono esserci imprevisti, come tronchi, piccoli fossi, lepri che scappano. Il cavallo è un animale predato ed è molto suscettibile alle paure». Golinelli ha 73 anni e, praticamente, è nato in sella a un cavallo. La sua passione nacque a 11 anni, quando con la famiglia era emigrato in Uruguay e gliene venne regalato uno. Una volta tornato in Italia, a Modena, prese un altro cavallo e continuò a praticare l’equitazione. Questo oggi è uno degli sport che si possono inserire tra quelli “low cost”. «Una lezione di equitazione costa circa 25 euro all’ora, meno del tennis perché in questo costo è compreso tutto, non bisogna comprare la racchetta o prendere in affitto il campo», aggiunge Golinelli. Tra gli itinerari suggeriti troviamo Sestola, il lago della Ninfa, la spiaggia Romea: tre semplici indicazioni. Con partenza dal Centro turismo equestre sestolese (Sestola- Modena) ha raggiunto il lago della Ninfa (1503 mt). In fila indiana nel paradiso del Monte Cimone, tra boschi, mulattiere e sentieri circondati da enormi faggeti, i gruppi possono raggiungere il lago della Ninfa. Questa la cornice che accoglie la sosta per cavalli e umani, impreziosita da un eccellente menù tipico montanaro. Per Gaetano Borrello della Fitetrec, «il turismo equestre è sostenibile perché racchiude il magico mondo dell’escursionismo amatoriale e delle discipline sportive. Il cavallo è una risorsa sempre attuale sulla quale bisognerebbe investire molto. L’Italia ha territori rurali eccezionali e lo sviluppo di itinerari ippici può aiutare a rimettere al centro i piccoli comuni dimenticati». «Fondamentale è creare sinergie tra i vari territori per avere una rete di percorsi equestri per tutti coloro che praticano l’equitazione di campagna», continua.

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