Fantasie, folletti e virtuosismi a Faenza

Fantasie, folletti e virtuosismi a Faenza

FAENZA. Martedì 15 ottobre al Teatro Masini di Faenza in programma il concerto inaugurale della stagione ERF&TeatroMasiniMusica 2019-20, “Ouverture, fantasie, folletti, virtuosismi”. Sul palco I Solisti Veneti, ensemble caposaldo della musica classica italiana, con Lucio Degani in qualità di violino solista e maestro concertatore, impegnati in un programma di musiche di Vivaldi, Verdi, Bottesini e Bazzini – con la celebre Ridda dei folletti.

Fondata esattamente sessanta anni fa, nel 1959, l’Orchestra dei Solisti Veneti, da sempre diretta da Claudio Scimone, che ne è stato un’incomparabile guida spirituale ed estetica, ha eseguito oltre 6.000 concerti in 90 Paesi, raggiungendo in breve tempo la vetta dei valori mondiali. Vincitrice dei più alti riconoscimenti in campo musicale, dal Premio Grammy al Premio del Festival Bar con 350.000 voti di pubblico giovanile, fino al premio del Teatro La Fenice considerato alla stregua di un “Nobel per la musica”, oggi l’Orchestra è stabilmente al centro del panorama musica internazionale, e grazie alla propria fama ha potuto riportare alla luce, in concerto, in teatro e nelle pubblicazioni, centinaia di opere sconosciute del grande patrimonio musicale italiano, rivelando numerosi “grandi” del passato. In quest’ottica di rivitalizzazione si terrà il concerto di inaugurazione della stagione invernale al Teatro Masini di Faenza, con opere celeberrime di autori meno considerati e opere minori di autori famigerati.

Ouverture, fantasie, folletti, virtuosismi” deve il suo nome proprio a un certo repertorio violinistico dalla melodia piacevole e scherzosa: in particolare “La ridda dei folletti” di Antonio Bazzini è uno dei pezzi dal virtuosismo più esasperato e terribile, che concentra l’attenzione del pubblico sul saltellare frenetico dell’archetto – come se il violino stesso fosse abitato da quelle impertinenti creature di fiaba. Alla stessa atmosfera gioiosa, sebbene più saggia e pastorale, si rifà l’ouverture di “Dorilla in Tempe” di Antonio Vivaldi, un melodramma eroico-pastorale in tre atti che rappresenta ancora oggi una rarità. Il “Grosso Mogul“, concerto in re maggiore dello stesso Vivaldi, sembrerebbe alludere nel titolo a un oriente favoloso e solenne, mentre nell’esecuzione e nelle atmosfere evocate ha un carattere più burlesco – e, ancora una volta, pazzamente virtuosistico. Sempre a proposito di rarità e virtuosismi, il Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi si inserisce perfettamente nel contesto del concerto, come unica composizione di musica da camera sopravvissuta nel catalogo verdiano.

A confrontarsi con il carattere terribile e scherzoso di queste composizioni sarà Lucio Degani, violinista pressoché perfetto, dotato di tecnica insuperabile e del raro dono del carisma – che donerà alle meccaniche diaboliche delle composizioni in programma una diversa patina di calore, una sfumatura più espressiva. Degani, che è stato primo violino solista dell’Orchestra anche sotto la direzione di Claudio Scimone, collabora con I Solisti Veneti fin dall’età di 19 anni: con loro si è esibito nelle migliori sale da concerto e teatri del mondo, da New York a Vienna, da Milano a Parigi, mettendo in risalto la propria disinvoltura tecnica e il preziosismo del suono.

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *