Famiglie di pallinari messe in fuga dalla Polizia locale di Rimini

C’erano le mamme che fingevano la puntata, i papà abili nel destreggiare le tre campanelle e tre ragazzine sveglie di circa 15 anni – presumibilmente le figlie – intorno al tavolino rudimentale fatto di cartoni, che formavano una delle cosiddette “batterie di pallinari”. Tutti, fingendo di non conoscersi, erano intenti a mettere in scena il teatrino del gioco/truffa delle tre palline. Quando ieri sera su viale Vespucci le due presunte famiglie, provenienti dall’est Europa, hanno capito che erano sotto il controllo degli agenti in borghese, si sono allontanate insieme alle ragazzine, facendo perdere le proprie tracce fra la folla. Un sospetto – quello che si trattasse di 2 famiglie – confermato anche più tardi, quando sono stati rivisti insieme in un locale, probabilmente in attesa di riposizionarsi e riproporre la loro illecita attività. Ben vestiti, tutti giovani con l’abbigliamento e il modo di fare da turisti, per confondersi completamente e riuscire meglio ad ingannare i potenziali clienti. Diventano sempre più insospettabili e si affinano le tecniche usate da queste persone che si ingegnano per invogliare i turisti a fare la puntata decisiva per poi sparire nel nulla.


Il servizio di controllo di ieri sera, finalizzato al contrasto del fenomeno del gioco – truffa delle tre palline,  è solo l’ultimo dei tanti servizi che la Polizia locale di Rimini ha messo in campo dall’inizio dell’estate ad oggi.  In circa 20 servizi serali, dedicati esclusivamente ai cosiddetti “campanellari”, sono state messe a verbale oltre 100 sanzioni da mille euro l’una, in base all’articolo 3 del Regolamento di Polizia urbana che punisce chi “organizza, in luogo pubblico o aperto al pubblico, il gioco di abilità cosiddetto delle tre campanelle o delle tre carte o simili”.

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